La questione dei rifiuti tossici (e forse radioattivi) interrati dalla camorra nel Basso Lazio. Tutti ne parlano con decenni di ritardo e nessuno interviene per farli rimuovere e bonificare il territorio avvelenato

IL BASSO LAZIO AVVELENATO DA TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI INTERRATI DALLA CAMORRA IN DECENNI SENZA… CHE LE ISTITUZIONI SI SIANO ACCORTE DI NIENTE

E’ la questione di cui si discute con insistenza in questi giorni.

A buoi scappati dalle stalle.

Sono decenni che Carmine Schiavone ed altri pentiti ne hanno parlato.

Sono decenni che l’ENEA ha scoperto che sotto la discarica di Borgo Montello c’erano contenitori metallici sospetti.

Ne parlò l’ex Sindaco di Latina Finestra con un comunicato stampa.

Indagò la DIGOS di Latina, non sappiamo con quale esito.

Ora scopriamo che anche in provincia di Frosinone, a Ceprano, a Pastena e in chissà quanti altri posti, si cammina su tonnellate di rifiuti tossici – e, forse, radioattivi- interrati dalla camorra.

Ci volevano ora i finanzieri del Col. Salato!

Prima nessuno aveva visto niente: “nù saccio, nù ved, nù sentu”.

Ora tutti ne parlano, quasi fosse una questione nata ora!

Vergognatevi! Tutti!

Eppure c’è stato anche un morto di mezzo: il Parroco di Borgo Montello Don Boschin, probabilmente ucciso per motivi riferibili a queste vicende.

Malgrado tutto ciò, nessuno si muove ancora per far cominciare l’opera di bonifica.

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