La provincia di Latina nella morsa della mafia.Buono,ottimo il lavoro delle Fiamme Gialle,ma se non si recidono i legami fra mafia ed i colletti bianchi,fra mafia e pezzi consistenti della politica e delle istituzioni,saremo sempre punto e daccapo.Avanti con interdittive antimafia,sequestri e confische di beni,denunce e condanne esemplari fino ad estirpare

 

Martedì, 23 Settembre 2014
Camorra. A Latina sequestri in tre anni per 81 milioni di euro

LATINA – Sono stati tre anni intensi quelli appena trascorsi dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina guidati dal Colonnello Giovanni Reccia nella lotta alla criminalità organizzata sul territorio pontino.

La vicinanza a realtà significative per dimensione e consistenza criminale, come quella casertana e napoletana ma anche del basso romano nonché la presenza, sin dagli anni ’70, di pregiudicati campani e calabresi, ha spinto le Fiamme Gialle ad intensificare l’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia di riciclaggio di denaro. 

L’investimento criminale in aziende legali viene considerata la strategia di infiltrazione più pericolosa, infatti l’uso di società o altri enti dotati di personalità giuridica ha reso più difficile la tracciabilità dei beni al legittimo proprietario nonché permesso di diversificare meglio l’investimento che è diventato meno aggredibile. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina facendo ricorso ai poteri di polizia economico – finanziaria, normalmente utilizzati nelle attività di carattere fiscale, hanno rilevato che, da un lato, si è fatto ricorso a fatture per operazioni inesistenti (FOI) ovvero importazioni fittizie di beni che hanno consentito di giustificare movimentazioni finanziarie e/o trasferimento di fondi a fornitori esteri,dall’altro,ad operazioni realizzate mediante l’interposizione fittizia consistente nell’adozione di negozi giuridici simulati intestati a “prestanome” finalizzati ad occultare l’effettivo proprietario dei beni. 

Dal 2014 i sequestri patrimoniali per un valore di 81 milioni euro sono stati pari al 54% in più rispetto al triennio 2011 – 2013. Le confische di beni per un valore di 31 milioni di euro ,pari all’87% in più rispetto al triennio precedente. In particolare:  la confisca di beni mobili ed immobili, quote/azioni societarie nonché rapporti bancari per un valore patrimoniale pari ad euro 30.480.120,00 nei confronti dei Gangemi di Aprilia; il sequestro di beni patrimoniali e 10 società per un valore pari ad eur o 47.000.240 nei confronti dell’imprenditore Sagliocchi Michele di Napoli ed altri 10 soggetti collegati di cui 4 arrestati legato al clan Casalesi-Bidonietti; il sequestro di beni patrimoniali e quote societarie per un valore pari ad euro 2.120.000 nei  confronti di Grossi Vincenzo di Napoli ed altri 17 soggetti collegati ed arrestati affiliati al clan Mazzarella di Napoli; da ultimo, effettuate dal GICO di Roma, la confisca di beni patrimoniali e 5 società per un valore di euro 49.200.000,00 nei confronti degli Ascione di Formia.

In particolare sono stati confiscati beni mobili ed immobili, quote societarie nonché rapporti bancari, per un valore patrimoniale pari ad 30.480.120,00 di euro nei confronti dei Gangemi di Aprilia. Altri sequestri di beni e di società, per un valore pari a 47.000.240,00 di euro, sono stati eseguiti nei confronti dell’imprenditore Michele Sagliocchi e di altri 10 soggetti collegati di cui 4 arrestati, legati al clan Casalesi Bidonietti. Sono stati sequestrati anche beni patrimoniali e quote societarie per un valore pari ad 2.120.000,00 euro, a Vincenzo Grossi e ad altri 17 soggetti collegati ed arrestati, affiliati al clan Mazzarella di Napoli. Da ultimo, sono stati confiscati beni patrimoniali e 5 società per un valore di 49.200.000,00 di euro agli Ascione di Formia. 

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