La presenza mafiosa in provincia di Frosinone

7 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA

Abbiamo molto apprezzato le dichiarazioni fatte alla stampa il 29 ottobre u. s. , nei locali della Questura di Frosinone, dal S. Procuratore della DDA di Napoli Dr. Ardituro circa la radicata presenza nelle province di Frosinone e Latina di clan camorristici ed altri sodalizi criminali.

Una presenza che noi denunciamo da anni scontrandoci spesso con uomini delle istituzioni e della politica locali che si ostinano a negare l’evidenza non rendendosi conto del male che, così facendo, essi fanno all’intera comunità.

Proprio in questi giorni abbiamo raccolto alcune notizie inquietanti, notizie di cui, come al solito, renderemo partecipi organismi investigativi e giudiziari centrali.

Il problema dei problemi resta sempre quello che riguarda l’inadeguatezza dell’azione di contrasto da parte della magistratura e delle forze dell’ordine locali, le quali non si sono ancora rese conto del mutamento delle mafie che sono ormai “impresa” e che, come tale, vanno contrastate.

Procure e Guardia di Finanza locali non fanno indagini di natura patrimoniale, così come la Questura, la quale preferisce dedicare la sua attenzione più ai fenomeni di ordine pubblico che non a quelli che riguardano la movimentazione di capitali di origine illecita e gli investimenti delle mafie.

Cassino, San Vittore, Sora, Ceccano, Pontecorvo, Frosinone, Fiuggi ecc. sono sedi di imprese campane e di famiglie di origine nomade, le cui attività miliardarie andrebbero indagate seriamente e costantemente.

Cosa che non si è fatto, o si è fatto in maniera insufficiente e si continua a non fare.

Ci stiamo sempre più convincendo del fatto che sul nostro territorio il problema non è più tanto quello della presenza criminale-cosa ormai vecchia e radicata-quanto, soprattutto, quello che riguarda un’insensibilità imperdonabile da parte della maggioranza dei cittadini, la complicità di parte della politica e l’insufficiente azione dei vertici locali delle forze dell’ordine e della magistratura.

E di ciò se ne debbono rendere conto i Ministri degli Interni e della Giustizia i quali non debbono più tollerare una situazione del genere.

La Commissione Parlamentare Antimafia, che si dovrà fra poco occupare del Basso Lazio, dovrà soprattutto approfondire questi aspetti per, poi, proporre e richiedere le soluzioni più adeguate ai Ministri citati.

Se non si scioglieranno questi nodi, saranno tutte chiacchiere

LA SEGRETERIA.

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