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La politica mafiosa

“DA FONDI A FORMIA, L´ALTRA POLITICA SFIDA LO STATO E VA A BRACCETTO CON GENTE CHE SCOTTA. VOTO, LE RELAZIONI PERICOLOSE”

“Da Fondi a Formia, l´altra politica sfida lo Stato e va a braccetto con gente che scotta.  Voto, le relazioni pericolose………..”,   titola in prima pagina “Latina Oggi ” del 24 aprile 2008, facendo nomi e cognomi di personaggi politici che ricoprono incarichi di amministratori  pubblici che risiedono a Formia, Fondi, Minturno  e che dialogano con personaggi sospettati di collegamenti con organizzazioni mafiose.

Ci sono state intercettazioni  telefoniche che parlano chiaro.

Un´analisi agghiacciante che disegna un quadro i cui contorni stiamo tracciando da anni, attirandoci le ire or di questo or di quel Sindaco.

Un´analisi che si collega con quanto denunciato proprio in questi giorni -il 16 ed il 23 aprile c.a. – da “IL SOLE  24 ORE ” in due ampi  e dettagliati servizi che mettono in evidenza, fra l´altro, lo strano comportamento di molti amministratori pubblici che…………fanno finta di non vedere e girano lo sguardo dall´altra parte, attaccando e minacciando di querele, peraltro, quanti, come noi, denunciano le cose.

Tutta gente, questa, i cui comportamenti sono al vaglio degli organi investigativi.

Fondi (i cui amministratori hanno impugnato, peraltro-caso unico in Italia-davanti al TAR  il decreto di nomina del Ministero dell´Interno della Commissione di accesso agli atti  che ha il compito di verificare se ci siano stati o meno condizionamenti mafiosi nella vita amministrativa), Formia, alle quali si aggiungono  Minturno, Terracina, Monte San Biagio, Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Aprilia, in provincia di Latina, ma anche Frosinone, Cassino, Sora, Fiuggi ecc, in provincia di Frosinone, e, poi, Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Torvaianica, Ostia, Civitavecchia, Tolfa, Santa Marinella, Tarquinia, Tuscania, Roma, Viterbo etc.

Una situazione da brivido che vede la nostra Regione sotto il tallone di tutte le mafie nazionali ed internazionali, mentre  buona parte della classe politica, di quasi  tutti i partiti, i sindacati dei lavoratori, la Chiesa, molte istituzioni e così via, tacciono e sono inerti.

Non si fanno indagini patrimoniali, o, comunque, se ne fanno pochissime.Non ci si dota, o non si utilizzano adeguatamente quando ci sono, di  apparati di intercettazione gps  (ma non vogliamo scantonare sul….tecnico).

Questa è la triste realtà di un Paese e di una Regione, il Lazio, in cui eminenti esponenti politici nazionali  definiscono Mangano, condannato a più ergastoli per associazione mafiosa, un “eroe”, un ex ministro afferma che “bisogna convivere con la mafia ” e così via.

L´”altra politica “, scrive “Latina Oggi”.  Quella mafiosa, aggiungiamo noi!