La pericolosità della situazione a Gaeta in vista delle imminenti elezioni amministrative

Non ci interessano le vicende politico-amministrative in quanto tali, ma quando in esse intravediamo pericoli di collusioni con la criminalità organizzata, riteniamo nostro dovere intervenire ed esprimere le nostre preoccupazioni.

Tanto più quando si tratta di territori già fortemente infiltrati dalle organizzazioni criminali e sui quali si concentrano grandissimi affari sui quali queste hanno già dimostrato di voler mettere le mani.

Non possiamo assistere indifferenti a processi involutivi che rischiano di far cadere definitivamente ed vasti territori sotto il dominio assoluto della camorra.

Stiamo parlando di Gaeta e di quello che potrebbe avvenire come conseguenza delle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale.

Ad un osservatore attento e che abbia un minimo di conoscenza delle dinamiche sociali, economiche e politiche non possono sfuggire certe tendenze involutive in atto che rischiano di portare alla costituzione di blocchi affaristici nei quali soggetti e gruppi criminali hanno facilità di accesso e di condizionamento.

A buon intenditore poche parole.

A Gaeta stanno succedendo cose che non ci piacciono e, quando parliamo di Gaeta, non possiamo non tener conto del fatto che non stiamo parlando di Roccacannuccia.

A prescindere dalla dimensione territoriale del Comune e dal numero degli abitanti, Gaeta rappresenta, per la presenza di un importante porto commerciale, di un porto militare e di ben tre porti turistici, una della città più importanti del Lazio.

Se non dell’Italia.

Porto e porti sempre più di importanza eccezionale per i traffici di persone e merci provenienti da tutto il mondo e, quindi, per il volume di affari che vi si concentrano.

Non dimentichiamo, poi, che nel porto militare di Gaeta staziona la nave ammiraglia del Comando della VI flotta degli USA.

Con tutto ciò che questo comporta.

Controllare e governare Gaeta significa, quindi, controllare e governare territori che si estendono a nord fin quasi alle porte della Capitale ed a sud ed est verso il casertano, il napoletano e l’Adriatico.

Già in passato nei lavori del porto commerciale è stata individuata la presenza di un’impresa riconducibile ad elementi sospettati di collegamenti con Cosa Nostra.

Oggi abbiamo la percezione di presenze abbastanza sospette sulle quali chiediamo alle forze dell’ordine di tenere gli occhi ben aperti.

Non vorremmo che gli interessi di questa gente si saldino con quelli di ambienti politici impegnati a conquistare il Comune.

Gaeta, inoltre, è troppo vicina a Formia e Fondi delle quali sono ben note certe situazioni ed è quindi possibile ipotizzare possibili, futuri condizionamenti di un certo tipo.

La soluzione ottimale sarebbe la costituzione di un blocco sul piano politico-amministrativo delle forze più sensibili alle tematiche antimafia.

Vediamo, invece, con rammarico, che i personalismi e la sete di potere di taluni stanno pericolosamente inclinando lo stato delle cose in direzione di scelte suicide per gli interessi collettivi.

E ciò è oltremodo esecrabile e spregevole.

Sembra quasi che non ci sia affatto il senso di responsabilità che la pericolosità della situazione esistente imporrebbe.

Invitiamo, pertanto, i vertici politici pontini che vogliano seriamente impegnarsi in una battaglia contro le mafie ad una profonda riflessione.

Prima che sia troppo tardi.

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