La nuova ‘ndrangheta, una scia di sangue e soldi dalla Calabria alla Germania, passando per la Lombardia

I mille volti dell’organizzazione: da mafia rurale a holding del crimine

“La lotta alla ‘ndrangheta finirà quando non ci sarà più l’uomo sulla terra”. Sono le amare parole del  procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, da sempre in prima linea nella lotta a questa violenta e sanguinosa organizzazione criminale. E danno un’idea chiara della profondità e della portata del fenomeno. Così come conferma il rapporto Eurispes del 2008, secondo il quale il fatturato della “mafia calabrese” è molto più del doppio del Pil dell’intera regione.

In questo servizio vengono analizzate diverse sfaccettature di questa organizzazione criminale e affaristica. La sua gerarchia: dai “quintini” ai “capubastuni” passando per “la santa” e “il crimine”, ovvero, il capo dei capi. I matrimoni usati per sancire alleanze fra i clan e il rito di iniziazione. L’arresto a luglio del padrino Domenico Oppedisano ha riportato l’attenzione sulla diffusione delle ramificazioni delle ‘ndrine: dalla Valle d’Aosta al Lazio, passando per il Piemonte e la Lombardia, quali sono e cosa fanno i clan. Non solo in Italia, da tempo la ‘ndrangheta ha varcato i confini nazionali e opera internazionalmente: Germania, Nordafrica e Australia.
Fra i contributi video, molto eloquente è la riunione, ripresa dalle forze dell’ordine, dei capi a Polsi, vicino a San Luca nel reggino, che si svolge ogni anno a settembre a ridosso della processione della Madonna della Montagna. In un altro filmato viene ripresa l’elezione del “mastro generale” delle cosche in Lombardia in un centro per anziani intitolato a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Uno degli articoli è dedicato a Giuseppe Valarioti, capo della sezione del Pci a Rosarno, la prima vittima politica della ‘ndrangheta, ucciso nella notte fra il 10 e l’11 giugno del 1980 per il suo impegno contro i criminali.

(Tratto da Virgilio Notizie)

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