LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Per uccidere Cinalli occorreva il placet dei Muzzoni di Sessa Aurunca. De Filippis frenò

LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Per uccidere Cinalli occorreva il placet dei Muzzoni di Sessa Aurunca. De Filippis frenò. IL RACCONTO DI CAPALDO

Emergono alcuni retroscena dai verbali di vecchi interrogatori

MONDRAGONE – E’ un’ordinanza caratterizzata da 2356 pagine e sono ben 69 le persone indagate, a fronte dell’inchiesta della Dda che oggi ha incassato l’esecuzione degli arresti che hanno scompaginato le nuove leve del clan di Mondragone. Il provvedimento cautelare a firma del Gip Marcopido prende corpo anche dai verbali degli interrogatori di alcuni collaboratori. Come abbiamo scritto stamane è proprio Nino Capaldo a raccontare alcuni episodi agli inquirenti. Tra questi anche la decisione di eliminare Lucio Cinalli, anche lui arrestato oggi. A quanto emerge, però occorreva il placet del clan alleato dei Muzzoni di Sessa Aurunca.

Proprio Capaldo al riguardo riferisce nel settembre 2014: “Simone Invito mi confidò di essere molto arrabbiato con Lucio Cinalli e di volerlo eliminare, idea che inizialmente fu placata da De Filippis stesso. Successivamente Simone Invito e Antonio De Lucia, altro affiliato, si recarono dagli esponenti della consorteria criminale di Sessa Aurunca, nello specifico da Enzo Gallo, al fine di chiedere il benestare per la commissione dell’omicidio. Riferisco che i rapporti tra il clan di Mondragone e quello di Sessa Aurunca storicamente sono stati sempre molto forti. Nell’occasione Enzo Gallo non si fece trovare all’appuntamento e per tale motivo Invito rafforzò la convinzione di uccidere Lucio Cinalli”.

Poi c’è un risvolto nuovo: “Posso riferire che Giuseppe De Filippis insieme ad Invito Simone e Antonio De Lucia, dopo aver messo da parte Cinalli così come ordinato dal carcere, hanno cominciato a raccogliere direttamente le estorsioni sul territorio. De Lucia era, diversamente da De Filppis, contrario a far riferimento alla mediazione dei sessani nel prendere le decisioni più importanti all’interno del clan, rivendicando l’autonomia decisionale del gruppo di cui facevo parte”.

PUBBLICATO IL: 24 maggio 2016 ALLE ORE 19:41

fonte:www.casertace.net

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