La nostra battaglia contro il monopolio nella gestione del “caro estinto” nella Capitale.

Quando si dice l’antimafia “del fare” che non è quella “del dire”.
Oggi su ” Repubblica” e sul ” Tempo” c’è il secondo invito ai cittadini della Capitale e della provincia di Roma a segnalare l’eventuale presenza nelle camere mortuarie dei nosocomi e nelle cliniche romani di rappresentanti di imprese di pompe funebri.
Ne usciranno a brevissima scadenza altri due.
Gli autori di tale annuncio sono i rappresentanti della maggioranza dei titolari delle imprese romane.
Alla fine dell’annuncio c’è la scritta ” Con la solidarietà ed il sostegno dell’Associazione contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”.
Di cosa si tratta?
A Roma e provincia ci sono circa 500 imprese.
Di queste solamente 2-3, a quel che si dice, avrebbero l’accesso alla gestione delle camere mortuarie.
Tutte le altre sono escluse.
Ciò determina una situazione oltremodo delicata, perché, oltre a trovarci in presenza della non osservanza del principio della libera concorrenza, sta facendo correre il pericolo della chiusura di centinaia di esercizi con la conseguenza del licenziamento di migliaia di persone.
Qualcuno ci ha posto la domanda del perché di un intervento di un’Associazione antimafia prestigiosa qual’è la Caponnetto.
Bene, noi non abbiamo la prove di una presenza nel settore a Roma della criminalità mafiosa, analogamente con quanto avviene in altre parti d’Italia e in ispecial modo in alcune zone della Campania, ma certo è che una gestione monopolistica non va assolutamente bene.
Proprio per ovviare a tutto ciò e per fugare ogni dubbio, abbiamo
partecipato ad una manifestazione con gli interessati davanti ai cancelli
della Regione Lazio su via Cristoforo Colombo con la speranza che
Zingaretti, Governatore del Lazio ed anche Commissario straordinario alla
Sanità, ci ricevesse.
Eravamo decine e decine ed altrettanti erano i cronisti delle testate
giornalistiche e televisive che hanno riportato l’avvenimento.
Purtroppo, Zingaretti è rimasto muto ed assente!!!
Sappiamo che ci sono indagini in corso e ci auguriamo che alla fine
vengano fuori i nomi di qualche responsabile di tutto ciò.
Comunque ora ci stiamo limitando a divulgare la notizia a mezzo degli
annunci di cui parlavamo per sensibilizzare il massimo possibile di
persone.
A settembre valuteremo quali ulteriori iniziative pubbliche dovremo
assumere insieme alla categoria.
Sarà una battaglia molto impegnativa che ci vedrà impegnati duramente.

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