La necessità di accendere i focus nei punti critici

Il 30 ottobre scorso l’Associazione Caponnetto,insieme all’Associazione nazionale Carabinieri ed alla “Voce delle Voci, ha svolto proprio a Giugliano un importante e  partecipato Convegno con il fine di accendere i riflettori  su quel territorio  martoriato dalla camorra .A distanza di poco più di un mese  si vedono i primi risultati grazie alla sensibilità del Questore di Napoli che  si é reso promotore  presso il Viminale  di un piano di ristrutturazione  delle forze di polizia in campo. Quando l’antimafia sociale  si “sporca le mani” e senza indulgere alla retorica  affronta i problemi reali  dei territori  creando quella sinergia  con magistratura e forze dell’ordine che va sempre  invocata ed attuata  dovunque sia possibile e ce ne siano le condizioni.L’Associazione Caponnetto  fa fatto   della sinergia fra  antimafia “sociale” ed antimafia “istituzionale” il suo  modello  di essere e di operare ,il suo distintivo,la sua bandiera ,perché é solo attraverso  e con la sinergia di tutte  le energie disponibili nella società e nello Stato che si possono sconfiggere le mafie .Su Giugliano  e su tutta l’area circostante  l’Associazione Caponnetto  continuerà ad avere i riflettori accesi ,mentre il 18 dicembre p.v. essa ,sempre con l’Associazione Carabinieri e la “Voce delle Voci”,replicherà a Caivano con un altro importante convegno  al quale,oltre agli altri  relatori,parteciperanno  ben 4 Magistrati,3 della DDA di Napoli più il Procuratore Capo di Santa Maria Capua Vetere,insieme al Capo della Squadra Mobile  della Questura di Napoli.I lavori del Convegno  di Caivano  saranno ripresi da Jiulie Italia  che  dedicherà ad essi  uno Speciale  della rubrica IL CORVO.
 
Il Meridiano News
Di redazione il 3 dicembre 2015 alle 21:14
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Rinforzi in arrivo per la polizia. Dopo la sconfitta militare dei Casalesi secondo la Questura di Caserta l’attenzione va spostata al confine con l’area giuglianese

HINTERLAND – Più poliziotti alla Digos per rafforzare l’attività di intelligence antiterrorismo e alla Divisione Anticrimine per potenziare le indagini sui patrimoni mafiosi. Ma anche uomini e volanti in più in strada, specie nell’Agro-aversano, al confine con il Napoletano e in particolare con il comune di Giugliano, dove potrebbe esserci la “nuova testa” della mafia campana, dopo la sconfitta militare dei Casalesi.

E’ il nuovo piano di riorganizzazione della Questura di Caserta presentato oggi nel corso di una conferenza stampa dal questore Francesco Messina, secondo cui “va cambiato il modello di contrasto alla camorra”.

“L’ala militare dei Casalesi e di altri clan operanti nel Casertano è stata quasi sconfitta, ora dobbiamo concentrarci sui beni accumulati dai boss e dai loro prestanomi. Nello stesso tempo – ha spiegato – dobbiamo però essere più presenti in strada, quasi come se fosse un’occupazione militare, perché i clan devono sapere chi comanda. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto dal Viminale l’arrivo di alcuni agenti che andranno a rinforzare il Posto Fisso di Casapesenna, in modo da pattugliare l’area a cavallo tra le due province. La testa del clan non è più Casal di Principe, ma Giugliano”.

Si parla di almeno sette-otto unità, che porteranno ad un incremento del numero di volanti. Sul fronte del contrasto al terrorismo islamico il Questore spiega che “al momento non ci sono segnali inquietanti, neanche a Castel Volturno dove sono presenti migliaia di immigrati”.

Messina ha poi annunciato una serie di avvicendamenti in uffici chiave; il vice-capo della Mobile Antonio Sepe andrà a dirigere il Commissariato di Marcianise, recentemente toccato dall’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato in carcere tre poliziotti.

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