La ‘ndrangheta a Perugia e un colonnello dei carabinieri morto come Pinelli?

Care teste di capra, come ben sapete ho cercato il meglio possibile di ricostruire la situazione omertosa della regione Umbria, in modo particolare quella perugina. La mia inchiesta sulla ’ndrangheta ha dedicato ben quattro capitoli a questo territorio; proprio per spiegare bene la convivenza della criminalità organizzata, politica e massoneria. Tre poteri che fanno parte molto spesso della stessa faccia della medaglia.

I miei articoli erano focalizzati in particolar modo sulla struttura ben raffinata della banda degli ex pentiti capeggiata da Salvatore Menzo. Il quale, nonostante le accuse di omicidio, è tuttora agli arresti domiciliari. E nelle continue ricerche ho trovato la conferma tramite questo documento della camera penale di Perugia a firma del Giudice Massimo Ricciarelli.

Questa struttura avrebbe avuto anche cellule a Milano ed era legato ad altre inchieste come quella condotta dal magistrato calabrese Francesco Neri.

Questa Banda, nonostante fosse composta da ex pentiti, era comunque legata ai rispettivi clan di appartenenza. Tutte e tre le organizzazioni mafiose: camorra, ’ndrangheta e mafia siciliana.

Durante la mia personale ricerca ho appurato che la ’ndrina principale che controlla il territorio perugino è quella dei Farao-Maricola, clan di Cirò Marina. Sempre tramite una ricerca, ho appurato che nell’operazione condotta dai Carabinieri contro le infiltrazioni della ’ndrangheta in Lombardia, ci fu una retata contro questa particolare cosca calabrese e tra gli arrestati c’era un certo D’Apote Daniele. E quest’ultimo faceva affari a Londra, ed una sua società sarebbe legata ad Eutelia.

Anche per questo, tramite altri personaggi, si trova un collegamento con l’operazione Premium, e quindi la storia di Niki Aprile Gatti.

L’altro ieri è accaduta un ennesima “disgrazia”: un colonnello cinquantaseienne di nome Rocco Amoruso, che da sempre ha lottato contro la criminalità organizzata è caduto dal terzo piano a causa, dicono, di un malore.

Egli era stato appena trasferito a Perugia!

Leggendo gli articoli locali, nessun giornalista ha cercato almeno di mettere in dubbio questo triste incidente. E’ anche un insulto alla nostra intelligenza. Come l’anarchico Pinelli, questo colonnello si sarebbe sentito male e spontaneamente si è affacciato alla finestra ed è caduto.

Probabilmente non ne parlerà nessuno, sarà una storia come le altre. Un incidente punto e basta. E sto notando con rabbia che queste strutture criminali sono talmente raffinate che raramente commettono omicidi evidenti: si muore per volontà propria (suicidi), o per incidenti di qualsiasi tipo, oppure per malori.

Non so se il colonnello Amoruso sia stato ucciso oppure è veramente caduto accidentalmente dal terzo piano, ma sicuramente qualcuno di competenza dovrebbe vederci chiaro.

(Tratto da Agora Vox)
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