La mondializzazione delle mafie? Un processo concluso

La mondializzazione delle mafie? Un processo concluso

Piero Innocenti 13 Marzo 2021

Dovrebbe essere ormai ben chiaro che quando si parla di criminalità organizzata transnazionale non ci si riferisce solo ad un semplice problema di ordine pubblico e di sicurezza, ma ad una realtà che sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della democrazia, delle istituzioni e delle strutture della società civile in molti paesi del mondo.
Nessuna delle molteplici facce del fenomeno può essere sottovalutata o trascurata; le prospettive sono molto preoccupanti e lo sono ancor di più in tutti quei Paesi dove non c’è un livello soddisfacente di democrazia. Basti pensare ai paesi dell’Africa, dell’Asia, del Medio Oriente, dell’America Latina, che presentano una instabilità endemica che ha favorito i giochi e gli interessi delle varie multinazionali del crimine.
Non sono assunto di queste brevi riflessioni le potenzialità economiche e finanziarie della criminalità organizzata, in particolare delle mafie, che sono enormi. Solo qualche beve considerazione sui gravi problemi indotti dal riciclaggio dei profitti illeciti (su tutti quelli derivanti dal narcotraffico) che continueranno ad inquinare l’economia e la finanza mondiale punteggiata dai “paradisi fiscali” e “bancari” e da governi “resistenti” ad applicare misure repressive vere per il timore che le restrizioni comportino, a livello economico e sociale, ripercussioni negative (fuga di capitali, caduta della domanda interna, aumento della disoccupazione, disordini sociali).
Se veramente si voleva contrastare la mondializzazione delle mafie il terreno era quello della solidarietà, della cooperazione seria, della lotta agli squilibri nei livelli di sviluppo, di ricchezza tra gli Stati del mondo.
E’ il tema globale, complesso e grandioso, dei rapporti di collaborazione a livello internazionale. E’ il retaggio delle future generazioni, il loro compito storico. E’ la “madre di tutte le questioni” di grande portata storica di questo millennio: lo sviluppo del terzo mondo, il rapporto nord-sud, le discriminazioni razziali ed economiche a livello di popoli, di nazioni, di continenti; il tema della pace e della guerra.
Di fronte a questa visione certamente non entusiasmante può sembrare improprio, perché inadeguato, qualsiasi sforzo, qualsiasi operare. Ma non è così. Per fortuna le menti criminali sono anch’esse umane e imperfette e il loro mondo è altrettanto diviso e conflittuale. Anche i piccoli successi quotidiani delle magistrature e delle polizie nel mondo sono fatti importanti in un contesto di un processo reale di sviluppo delle politiche globali che vengono elaborate sui tavoli comunitari.
Spiace dover concludere queste sintetiche considerazioni con una forte nota di pessimismo perché nel corso degli anni, direi almeno nell’ultimo quarto di secolo, la situazione non si è evoluta se non in senso negativo ed ancora oggi il contesto politico internazionale non lascia intravedere possibilità di cambiamento della tendenza grazie anche ai disinvolti sistemi finanziari protetti da altrettanti disinvolti metodi e schieramenti politici in gran parte dei paesi dove economia e politica, profondamente inquinate, sono costrette a piegarsi agli interessi dei gruppi mafiosi.
(10 Marzo 2021)

Tratto da: liberainformazione.org

fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/terzo-millennio/231-guerre/82702-la-mondializzazione-delle-mafie-un-processo-concluso.html

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