LA MAPPA DEI CLAN CASERTANI. Dossier della Dia in Parlamento. I nuovi assetti Comune per Comune

LA MAPPA DEI CLAN CASERTANI. Dossier della Dia in Parlamento. I nuovi assetti Comune per Comune

Si riferisce all’anno appena concluso

Dia

CASERTA.  Come ogni hanno viene reso il contenuto della relazione della Dia sull’assetto dei clan in Italia al Parlamento italiano. Anche quest’anno ne sappiamo di più sulla realtà cristallizzata delle organizzazioni criminali nel casertano, grazie a questo documento. Si parte dal l primo semestre dell’anno scorso:

“Le attuali dinamiche della criminalità organizzata casertana ed in particolare del clan dei Casalesi fotografano una situazione di graduale depotenziamento dei sodalizi criminali, dovuto alla costante azione repressiva della Magistratura e delle Forze di polizia. Sono stati numerosi, infatti, anche nel semestre analizzato (il primo del 2016), gli arresti eseguiti, i sequestri e le confische portate a termine nei confronti dei gruppi dell’area della provincia di Caserta.

Le indagini concluse – sviluppate anche grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, in passato al vertice del clan – hanno fatto luce sulle dinamiche interne, modalità di reinvestimento di capitali e rapporti con le Istituzioni della camorra casertana. Le stesse acquisizioni investigative hanno confermato la propensione dei CASALESI a permeare il tessuto socio-economico casertano ma anche partenopeo, grazie alla capacità di consolidare rapporti di natura collusiva con personaggi dell’imprenditoria, della finanza e della pubblica amministrazione, in una logica di reciproco vantaggio. Si è delineata, infatti, nel tempo, un’area grigia, momento di incontro tra soggetti apparentemente insospettabili della Pubblica Amministrazione ed esponenti della criminalità organizzata, funzionale innanzitutto ad infiltrare gli appalti pubblici. È rilevante, infatti, la sequenza di investigazioni concluse nel semestre che hanno investito il capoluogo e diversi comuni casertani (Trentola Ducenta, Santa Maria C.V., Grazzanise e Aversa), coinvolgendo amministratori in carica ed ex amministratori, nonché funzionari comunali, tutti espressione di una classe dirigente accomunata, nei casi oggetto d’indagine, da obiettivi di arricchimento personale e disponibile, per questo, ad intrecciare rapporti con la criminalità organizzata. E numerose sono state anche le attività condotte dalla D.I.A. di Napoli nei confronti dei CASALESI.

Nel mese di febbraio, il Centro Operativo di Napoli ha eseguito due provvedimenti di confisca, entrambi disposti dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di soggetti appartenenti all’ala BIDOGNETTI e alla frangia ZAGARIA, per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro. Lo stesso Centro Operativo della D.I.A., sempre a seguito di provvedimenti emessi dall’A.G. di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito, nell’ordine, nel mese di marzo, la confisca 306 del patrimonio nella disponibilità di un ex consigliere del comune di Casal di Principe (ritenuto organico al clan dei CASALESI), stimato in oltre 6 milioni di euro; nel mese di giugno il sequestro307 di diversi beni immobili e di una società, del valore complessivo di circa un milione di euro, nella disponibilità di un imprenditore attivo per l’organizzazione nel settore degli appalti e degli affidamenti diretti dei lavori pubblici.

Lo spaccato che ne emerge è quello di un vero e proprio sistema che si è perpetuato nel tempo e che avrebbe determinato un fortissimo danno all’economia locale. In altri casi lo sviamento dalle funzioni pubbliche, sebbene non immediatamente riconducibile a contesti di criminalità organizzata, è andato ad intaccare settori particolarmente esposti agli interessi mafiosi, come quello dei rifiuti nel Comune di Maddaloni.  È noto, infatti, che l’inserimento dei clan nel settore degli appalti rappresenta la principale causa di scioglimento degli Enti locali, l’ultimo dei quali, in odine di tempo, è il Comune di Trentola Ducenta, sciolto ex art. 143 T.U.E.L. con Decreto dell’11 maggio 2016, che ha tenuto conto delle evidenze giudiziarie che avevano acclarato l’opera di condizionamento esercitata dal clan dei CASALESI, gruppo ZAGARIA.

Oltre agli appalti, gli ambiti criminali di maggior interesse del cartello dei CASALESI sono rappresentati dal riciclaggio, l’usura, le estorsioni, la gestione delle puntate e delle scommesse d’azzardo on line e il traffico di stupefacenti. Riguardo a quest’ultimo delitto, mentre in passato la criminalità casertana si era limitata ad operare in qualità di mero investitore, senza intervenire direttamente nelle fasi di distribuzione e gestione dello spaccio, negli ultimi anni avrebbe manifestato un maggiore interesse nella partecipazione attiva ai traffici310, in sinergia con i sodalizi della vicina provincia napoletana. Ancora, gli interessi dei casalesi, oltre all’edilizia, al ciclo degli inerti ed alla ristorazione, ricadrebbero sulla grande distribuzione alimentare, sulla logistica e sui trasporti.

PUBBLICATO IL: 30 gennaio 2017 ALLE ORE 10:10

fonte:www.casertace.net

Archivi