La mafia va ricercata nella finanza e nella politica, ha detto il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia On. Beppe Pisanu

Il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Beppe Pisanu lo ha ripetuto con forza nei giorni scorsi:

LA MAFIA VA CERCATA NELLA FINANZA E NELLA POLITICA.

Lo abbiamo scritto nel frontespizio del nostro sito web da circa 10 anni e lo ribadiamo in maniera quasi ossessiva tutti i giorni:

I MAFIOSI, QUELLI VERI E PIU’ PERICOLOSI, NON SONO QUELLI CHE CI FANNO VEDERE SULLE TELEVISIONI.

Intendiamoci bene.

Non stiamo affatto dicendo che i Totò Riina, i Setola, gli Schiavone e i loro sodali non siano dei mafiosi.

Lo sono ed hanno fatto benissimo ad arrestarli e a condannarli a restare in galera per tutta la vita.

C’è un confine labilissimo fra le categorie del delinquente comune e quello mafioso, confine che spesso, per non dire quasi sempre, si confonde.

I rapporti si intrecciano, i confini si confondono.

Prendiamo l’esempio dello smercio delle droghe.

C’è lo spacciatore ma c’è, soprattutto, chi gestisce il mercato delle droghe. Se non ci fosse quest’ultimo, non ci sarebbe nemmeno il primo.

Lo spacciatore è quello che vende le dosi, c’è, però, chi lo rifornisce.

E chi rifornisce e gestisce il mercato è la mafia.

Anche il singolo spacciatore, il piccolo delinquente, diventa così uno strumento delle mafie.

Lo stesso discorso si può fare con il commercio delle armi, dei corpi e delle braccia umani e così via.

Gli esecutori ed i mandanti, coloro che eseguono e quanti comandano.

E fanno business alla grande.

Montagne di capitali.

Che investono in tutti i settori dell’economia, inquinando politica ed istituzioni, corrompendo tutti o quasi.

Direttamente o indirettamente.

Con la complicità di moltissimi esponenti politici ed istituzionali.

E professionisti, avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti.

E, poi, bancari e pure qualche magistrato, qualche poliziotto, carabiniere o finanziere.

Di esempi se ne potrebbero fare a migliaia, anche se si tratta spesso di persone per le quali non c’è il crisma della condanna penale o altro provvedimento giudiziario.

In Italia siamo quasi tutti vittime di una mostruosa campagna di disinformazione che tende a farci vedere il mafioso nelle vesti di un Riina, di un Sandokan o loro pari.

Non è così, o, meglio, non è solo così.

Gente analfabeta, incolta, non è assolutamente in grado di gestire e mettere a frutto migliaia di miliardi.

C’è bisogno di menti raffinate, di gente che sa trafficare nelle pieghe delle leggi, nel mondo dell’informatica, delle banche, nei posti, Parlamento, Governo, Comuni, Regioni, dove si assumono le decisioni e si formano le leggi.

Viene quasi da ridere, per non dire piangere, nel vedere i mass media nella loro quasi totalità esultare quando viene arrestato qualche boss.

Si grida ai successi nella lotta alle mafie.

La verità è ben’altra ed ha fatto bene l’on. Pisanu – cresciuto alla scuola di Aldo Moro e dei La Pira e Dossetti, in una stagione ed in ambienti in cui alcuni valori avevano la loro importanza –a gridare ancora una volta che la mafia, quella vera e che conta va ricercata nei mondi della finanza e della politica.

Cosa che non si è fatta, non si fa e non si vuole fare, purtroppo.

E la gente, la maggior parte, anziché guardare la luna si limita a guardare il dito che la indica.

Mentre noi stiamo a litigare tutti i giorni sul tema… ”indagini patrimoniali o no”!

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