“La mafia siamo noi” dell’avv. Patrizia Menanno.

La mafia siamo noi

Un convegno di straordinaria intensità quello sulle mafie tenutosi il 29 Settembre all’Appia Grand Hotel di Formia. Un parterre d’eccezione composto, oltre che dai rappresentanti delle associazioni dr. Antonio Turri (ass.ne “I cittadini contro le mafie e la corruzione”); dr. Salvatore Di Bona (“Familiari vitime innocenti della camorra”); avv. Antonio Parisi (“Ass.ne Camminando nel sociale”) e dr. Ciro Corona (“Pres. Ass.ne antcamorra di Scampia-Napoli), dal colonello prov.le della Guardia di Finanza Paolo Kalenda, dal Sindaco di Pastena dr. Arturo Gnesi, dal Presiente della II sez. Penale della Corte della Cassazione, dr. Antonio Esposito, dal proc. aggiunto della Procura della Repubblica e Coordinatore alla DDA di Na dr. Federico Cafiero De Raho, dal giornalista Nello Trocchio de “Il fatto quotidiano” e “L’Espresso”, tutti coordinati e moderati dalla giornalista Rita Pennarola, da anni attivamente impegnata nella lotta alla criminalità organizzzata.

Toccanti le esperienze riferite dai rappresentanti delle associazioni che hanno prospettato agli astanti lo scenario delle loro realtà territoriali, in particolare di Scampia, facendo prefigurare a tutti un terribile assaggio di quello che potrebbe diventare la nostra terra.

Ma interessantissimo è stato, anche per il pubblico non addetto ai lavori, l’intervento squisitamente tecnico del dr Esposito, su alcune significative sentenze rese dalla Sezione che presiede, in ordine a casi pervenuti al vaglio della Cassazione e che hanno consentito alla Suprema Corte di stabilire in punto di diritto alcuni fondamentali principi che, ove seguiti dalla magistratura di merito e d’appello, consentirebbero più agevolmente una lotta concreta alla criminalità organizzata, con l’individuazione dei soggetti resisi autori dei reati.

Il sindaco di Pastena, dr. Arturo Gnesi, autore anche di un libro “Da San Francesco a Che Guevera” e uomo attivo della Caponnetto, ha raccontato la propria esperienza da amministratore e le piccole grandi conquiste che un uomo onesto può quotidianamente perseguire in vista del bene comune.

Il giornalista nazionale, Nello Trocchia, poi, ha dato il proprio contributo raccontando la mafia sotto il profilo più squisitamente sociale, tema questo ripreso anche dal dr. Cafiero de Raho che ha ricordato alcune brillanti operazioni effettuate sul nosro territorio che hanno condotto, in soli due anni, alla confisca di ingenti beni di appartenenti alle varie cosche, addirittura pari – per due sole operazioni – a 1/5 circa della manovra Monti; ha raccontato di come la magistratura può, avvalendosi o recependo gli input delle forze dell’ordine, smantellare poco a poco le organizzazioni mafiose colpendole alla testa e privandole del potere economico. Personalmente ho molto apprezzato le parole del dr. Cafiero De Raho, che in questo particolare momento (basti pensare al Laziogate, che ci colpisce quasi mortalmente come cittadini) suonano come un incoraggiamento: “lo Stato non è mafioso!” Ci sono mafiosi nello Stato, nelle forze dell’ordine, nei politici, negli amministratori locali, ma questi sono uomini della mafia e tali restano.

Il col. Kalenda della G.d.F. ha, poi, mostrato delle slides dove erano riportati i numeri delle forze in stanza nella nostra provincia e dei primi risultati acquisiti nell’ultimo periodo.

Il convegno, che ha riempito la sala congressi (ma forse per il tema averebbe dovuto richiamare ancora più gente) dell’Appia Grand Hotel, ha tenuto tutti inchiodati alle sedie fino al dibattito che ha visto interventi finali di spessore su quesiti e curiosità, prontamente soddisfatte dai relatori.

Il mio modesto racconto della giornata congressuale, richiestomi gentilmente dall’avv. Piccolino, sarebbe però incompleto se prescindessi dal rivelare a chi non era presente in sala l’atmosfera tra l’ incredulità e lo sbigottimento, tra il terrore e la rabbia che si è vissuta, senza descrivere la quale non si comprende appieno il significato delle parole che seguiranno.

Tutti i relatori, ciascuno ovviamente per la competenza che gli è propria, hanno letteralmente scioccato i presenti, in maggioranza “formiani” quando hanno rivelato che parlare oggi di “infiltrazioni” è riduttivo e anacronistico perchè la mafia a Formia e nei comuni limitrofi è “stanziale”. Alcuni clan si sono trasferiti da noi negli anni “70 e “80 e da allora risiedono stabilmente qui e qui agiscono. Quindi, non siamo più a livello di “rischio” solo potenziale, né di passaggio transeunte: questi clan operano attivamente a Formia e dintorni, hanno qui ricostituito le loro organizzazioni e qui investono il loro denaro proveniente da attività illecite, riciclandolo!

Tra Formia e Gaeta vi sono 21 immobili sequestrati ai mafiosi; i mafiosi aprono negozi, alberghi, ristoranti, costruiscono, chiedono il pizzo anche da noi. Non è un film girato in Sicilia o in Campania; è la nostra amara realtà. E il divenire di questa nostra società è oggi imprevedibile. Può bastare poco perchè Formia diventi come Scampìa e tale fatto futuro ed incerto dipenderà solo dall’impegno che ciascuno di noi profonderà, nel suo piccolo, per sconfiggere la mafia.

Il tema del Convegno “si vuol fare un’antimafia della retorica e delle commemorazioni o della denuncia e della proposta?” ha lanciato una provocazione che è al tempo stesso stesso una speranza. Sconfiggere le mafie si può: “ognuno faccia il suo dovere” è stato l’appello dei relatori; le forze dell’ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato ci sono e basta rivolgersi a loro per segnalare anche in forma anonima fatti sospetti. L’appello ai cittadini a essere meno omertosi, a non rendersi complici della mafia, a non aver paura, a denunciare, a cominciare un cambiamento che è insieme culturale ed educativo, verrà recepito? No, finchè proprio le vittime continueranno a rivolgersi ai loro carnefici, chiedendo favori piccoli o grandi in cambio di voti o altro. Ma è soltanto così che uomini come Falcone e Borsellino non saranno morti invano! Ogni piccolo passo fatto in questo senso rappresenterà un grande passo per l’umanità!

Questa in sintesi la giornata di lavori a Formia, organizzata dall’Associazione Antonino Caponnetto alla quale molti dei presenti hanno richiesto di aderire.

Un nota negativa, evidenziata dal segretario regionale dell’Associazione, prof. Elvio Di Cesare, che per dovere di cronaca e gravità, si deve riportare è quella delle assenze illustri cioè delle istituzioni e delle autorità comunali: non il Sindaco o il suo Vice, non un assessore o un consigliere erano presenti (né hanno in qualche modo giustificato la loro imperdonabile assenza) per Formia o per gli altri Comuni limitrofi, benchè personalmente invitati! Ma questa è un’altra storia, come direbbe il buon Lucarelli!

Patrizia Menanno

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