La Mafia si fa Istituzione

Dalle bombe del 1992 alla penetrazione della mafia sino ai più alti vertici delle nostre istituzioni.

Parte dall’attacco frontale di Cosa Nostra allo Stato, negli anni più bui della nostra Repubblica, l’analisi dell’on. Luigi de Magistris pubblicata in esclusiva sul numero in uscita di ANTIMAFIADuemila. Una lettura inedita dei processi di trasformazione del potere criminale in potere costituito che oggi rinuncia al frastuono delle armi per vestire l’abito rassicurante delle istituzioni e isolare, delegittimare e distruggere chi non si piega al sistema.
Una storia che parte da lontano, ricorda de Magistris, ripercorrendo la dura ritorsione di Cosa Nostra contro lo Stato seguita all’esito in Cassazione del maxiprocesso e quella scellerata trattativa che è passata attraverso la barbara uccisione dei giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quest’ultimo, in particolare, ostacolo da rimuovere “per continuare nella strategia della tensione militare in modo da piegare lo Stato e dettare le condizioni per il futuro assetto del nostro Paese”.
Una ricostruzione che nelle più recenti cronache trova una serie di straordinarie conferme, grazie soprattutto alle indagini in corso a Palermo e Caltanissetta, e che vede come protagonisti gli stessi personaggi e i medesimi contesti che hanno caratterizzato le indagini Poseidone e Why Not. Uniti da un unico “filo conduttore rosso e ad alta tensione”. Sullo sfondo la metodologia tipica dei poteri occulti sul modello della P2 e una mafia che giorno dopo giorno entra nell’economia e nel governo della Cosa Pubblica.
Il volto di quel sistema, dice de Magistris, “l’ho conosciuto, ho respirato l’aria mafiosa che promana, ho riconosciuto l’aspetto dei poteri occulti che tengono uniti con un filo criminale i vari tentacoli di questo sistema mortale per la democrazia del nostro Paese”. (…)

L’articolo integrale sarà pubblicato sul prossimo numero di ANTIMAFIADuemila

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