La mafia , i padri, i figli.LA MORTE DELLA RAGAZZA CALABRESE APPARTENENTE AD UNA FAMIGLIE MAFIOSA.E’ UN SUICIDIO O UN’ “ OMICIDIO” DEL QUALE SIAMO AUTORI NOI TUTTI ?????????

La Stampa, Mercoledì 5 Aprile 2017

La mafia , i padri, i figli 

di antonella boralevi
Un suicidio è il mistero. Nulla è dato di sapere della morte di Maria Rita Logiudice, 24 anni, laureata in Economia con il massimo dei voti. Nemmeno se è davvero un suicidio, perchè la mamma dice che, la sera prima, l’ha vista “alterata” e l’avvocato della famiglia, Renato Russo, ha chiesto l’autopsia.

Indaga il procuratore Cafiero de Raho, che ha detto. “E’ un episodio gravissimo che deve toccare la coscienza di tutti. Siamo tutti responsabili di questa tragedia”. Maria Rita Logiudice era nipote di un boss della ’ndrangheta e figlia di Giovanni, condannato in appello a 16 anni per mafia. Si sarebbe confidata con alcuni compagni di facoltà, per questo sarebbe stata isolata e, per questa solitudine , si sarebbe uccisa.

Ogni morte è un mistero, è un mistero il momento in cui si sceglie di staccarsi dalla vita, ma in questa morte di una ragazza di Reggio Calabria, che le foto ci mostrano con un sorriso timido mentre stringe il Diploma di Laurea e un mazzo di rose rosse, io credo che la mafia non sia innocente. La mafia uccide prima di tutto i suoi figli. Venticinque anni fa, il 26 luglio, si uccise Rita Atria, che indicò a Paolo Borsellino le responsabilità dei familiari e divenne testimone di giustizia.

Non so se davvero i mafiosi, come ci mostrano i film e i romanzi, crescano i figli come bene prezioso e loro proprietà. Ma so che un padre che sceglie la mafia, sceglie anche per i suoi figli. Li obbliga a portarsi addosso un destino che non hanno potuto decidere. E allora, forse, per alcuni, la morte appare come l’unica liberazione possibile.

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