La mafia? Colpa di Gomorra e la Piovra. Parola di Berlusconi

Chiesti 11 anni per Dell’Utri, e per il premier la mafia sta solo nei libri e nei film. E attacca Saviano, registi… e Marina Berlusconi. Orlando: “Contro la mafia l’iniziativa del governo sta a zero”

“La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta”. Insomma, a detta del Premier, la mafia italiana è più famosa che potente. Il motivo di tutta questa fama? Ovvio, “i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra” e in generale “la letteratura, Gomorra e tutto il resto”. Un po’ come sostenere che libri come “Se questo è un uomo” o film come “La vita è bella” siano la causa del tornare in auge del nazismo.
Memoria corta quella del Presidente del Consiglio, o un po’ di turbamento per la richiesta di 11 anni di carcere, formulata dal Procuratore Generale di Palermo per il senatore Dell’Utri. Sta di fatto che Berlusconi sembra dimenticarsi che proprio una delle sue reti, canale 5, ha realizzato e trasmesso fiction come “Il Capo dei Capi”, un’iconografia di Toto Riina, uno dei capi della Mafia siciliana, la fiction su Paolo Borsellino. Senza contare che il tanto criticato Gomorra è edito dalla casa editrice Mondadori.
Dichiarazioni tanto fuori luogo da far intervenire anche tre scrittori stranieri.
David Grossman si stupisce e commenta: “Un capo di Stato non può fare dichiarazioni così irresponsabili!”. Salman Rushdie parla di una “disgrazia per l’Italia. Sono indignato per la dichiarazione di Berlusconi su Saviano. Considero la sua testimonianza importante ed estremamente coraggiosa”. Nathan Englander sottolinea: “Un paese in cui si attaccano gli scrittori e la letteratura è considerata qualcosa di sovversivo è profondamente malsano”.

Per Giuseppe Lumia, senatore del Pd e componente della Commissione antimafia: “cscandaloso che il Presidente del consiglio si lasci andare ad affermazioni irresponsabili e strumentali sul tema della lotta alla mafia. È scandaloso criticare ‘Gomorra’ e ‘La Piovra’ con l’accusa che l’informazione promuova la mafia ed è strumentale intestarsi i risultati ottenuti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura sul fronte del contrasto alla criminalità; le stesse forze dell’ordine a cui manca la benzina per le auto e la carta per le fotocopie e la stessa magistratura che viene puntualmente aggredita quando si occupa delle collusioni mafia-politica”. E prosegue: “In un Paese autenticamente democratico il mondo del giornalismo e della cultura in generale hanno il dovere civile di denunciare i fenomeni criminali per informare l’opinione pubblica e promuovere cittadinanza responsabile, diritti, legalità; il governo, dal canto suo, ha il dovere di sostenere l’operato delle istituzioni che contrastano le mafie, mettendo a loro disposizione leggi e strumenti efficaci”
Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia: “Silvio Berlusconi, è tornato a straparlare di mafia ed di chi, a suo dire, la promuovere. I ministri Alfano e Maroni hanno supportato, naturalmente, il premier, ricordando i successi del loro governo ma dimenticando di sottolineare il contributo fondamentale di magistratura e forze dell’ordine. Evidentemente, nessuno aveva altri argomenti per far dimenticare quanto accaduto a Palermo nel corso del processo che vede imputato principale Marcello Dell’Utri”.
Emanuele Fiano, responsabile forum Sicurezza del Partito Democratico, paragona l’attacco a libri e fiction e l’ennesima minimizzazione del fenomeno mafioso da parte di Berlusconi “alla celebre favola del lupo e dell’agnello: per il premier Saviano e gli autori delle fiction fanno la parte dell’agnello che inquina l’acqua. Un tale rovesciamento è non solo un affronto alla logica ma anche un insulto a quanti nelle forze dell’ordine e nella magistratura, a rischio della propria vita, combattono ogni giorno una lotta senza quartiere contro le organizzazioni criminali del nostro Paese.”
Un’assurdità anche secondo Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori PD, che si chiede se la prossima mossa non sarà quella di “accusare i magistrati, le forze dell’ordine e le associazioni anti racket e tutti coloro che combattono e lottano contro la criminalità organizzata. C’è un riflesso inquietante nelle parole del Premier: come se il silenzio sulla mafia ne potesse negare la realtà e l’esistenza.” Un riflesso, prosegue la Finocchiaro, inquietante, ma ancor di più, pericoloso, “perché ricorda periodi storici e modi di concepire la comunicazione che con la democrazia hanno ben poco a che vedere”
Ma a cosa è dovuto tutto questo fastidio, che porta, Berlusconi a scagliarsi, ancora una volta, contro film e libri che parlano di Mafia? Per Andrea Orlando, responsabile Giustizia del PD, nasce dal fatto che: “Film e testi spiegano alla gente come le mafie siano diventate grandi organizzazioni economiche e che di conseguenza vadano contrastate anche su questo terreno”. Un Governo dei fatti, ma solo a parole, visto che, prosegue Orlando, “Su questo fronte l’iniziativa del governo, nonostante i roboanti annunci, sta a zero. Anzi le mafie possono ringraziare per l’enorme favore ricevuto che si chiama scudo fiscale che consente l’agevole riciclaggio di capitali illeciti. Nonostante si parli da mesi di un codice antimafia non abbiamo nessuna notizia dell’introduzione del reato di auto riciclaggio”
Il vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, Andrea Cozzolino, ricorda che “per combattere un’organizzazione che vive di omertà e silenzi è vitale informare e mobilitare una pubblica opinione di dimensioni globali. Ci stupiamo che proprio al presidente del Consiglio, che meglio di chiunque dovrebbe conoscere l’importanza degli orientamenti del pubblico, sfugga un simile dato. Se la magistratura e le forze dell’ordine hanno potuto mettere a segno i successi degli ultimi mesi in un clima culturale diverso, meno ostile e più pronto alla collaborazione con lo Stato e le istituzioni, è anche grazie alle denunce di persone come Roberto Saviano e a chi, come lui, scrive e denuncia mafia, camorra e ‘ndrangheta”.
Walter Veltroni, ricorda che “Roberto Saviano è uno dei protagonisti della lotta alle mafie e il presidente del consiglio del nostro Paese avrebbe il dovere di rispettarlo e non di attaccarlo e isolarlo. Mentre Saviano è costretto a vivere da anni sotto scorta e minacciato da un potere, quello criminale, per aver denunciato con nomi e cognomi i boss e i loro legami con la politica. Una testimonianza – prosegue Veltroni. della condizione gravissima in cui il nostro Paese si trova. La lotta contro la mafia ha bisogno non solo che vengano assicurati alla giustizia i vertici, ma che siano tagliati tutti quei legami che, da diversi decenni, i poteri criminali hanno allungato sul sistema politico italiano.”
La deputata Pd, Manuela Ghizzoni, non si scorda di un’altra, illustre vittima della parole di Berlusconi: Marina Berlusconi “a cui esprimo la piena solidarietà a per aver pubblicato e promosso il libro di Roberto Saviano, Gomorra. L’enfasi di oggi, probabilmente legata alla richiesta di 11 anni di carcere per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, rischia di procurare grandi problemi familiari in casa Berlusconi. Nonostante siamo convinti che le dichiarazioni odierne del premier servano solo a distrarre l’opinione pubblica anche dai gravi problemi interni al Pdl, siamo in ogni caso davanti ad un grave attacco alla libertà editoriale. Per questo esprimiamo solidarietà piena al presidente della Mondadori”.
A Roberto Saviano, agli scrittori e agli autori che con il loro lavoro e le loro opere tengono viva l’attenzione dell’opinione pubblica sull’attività della criminalità organizzata va tutta la solidarietà del Pd, e un invito ad andare avanti in questa opera indispensabile per la nostra società e per la memoria.

Archivi