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”La Mafia bianca”: al NOZ di Palermo il primo incontro del Coordinamento Sociale Antimafia

Jamil El Sadi 03 Dicembre 2023

Dal sistema Cuffaro a Messina Denaro. Ecco come mafia e sanità si legano in un connubio di interessi

Questa mattina è iniziata “Antimafia è intersezione”, la due giorni di incontri e dibattiti indetta dal Coordinamento Sociale Antimafia. Oggi è stata la volta de “La mafia bianca”, un panel in cui si è parlato del rapporto tra mafia, corruzione e sanità, in relazione alla precarietà e alle continue privatizzazioni del sistema sanitario. Un rapporto storio che, in Sicilia, passa per il sistema Cuffaro e arriva fino alla latitanza protetta di Matteo Messina Denaro. Ospiti sono stati Ivan Cavicchi, docente Università di Medicina – Tor Vergata (RM); Franco Ingrillì, medico della “Rete ambulatori popolari” di Palermo, nonché membro del “Forum sanità pubblica” della città; Cecilia Giordano, docente di psicologia del fenomeno mafioso presso l’Università di Palermo e Lorenzo Capretta, counselor e referente del Coordinamento riduzione dei danni e prevenzione dei rischi.

I diritti fondamentali, come quello alla salute, sono diritti che vanno soddisfatti gratuitamente con i servizi pubblici. Vuol dire che le persone non sono costrette a pagarseli, perché altrimenti subentrerebbero discriminazioni e disuguaglianze”, ha esordito Ivan Cavicchi collegato da remoto. Per analizzare il rapporto sanità-mafia il docente ha premesso una distinzione tra la sanità pubblica e quella privata. “Nel settore pubblico assistiamo ai fenomeni più disparati. C’è una forte speculazione nell’acquisto di beni e servizi così come rispetto alle esternalizzazioni, per esempio. Ormai la tendenza è quella di appaltare i servizi pubblici al privato – ha detto –. E non è un caso che la mafia dietro a questo trend metta le mani ovunque, dai pasti alle mense, dalla raccolta dei rifiuti alle prenotazioni e così via. Poi c’è la non trasparenza degli acquisti nella pubblica amministrazione. In Italia ci sono state anche diverse aziende sanitarie commissariate per infiltrazione mafiosa”. Come se non bastasse, sono frequenti i fenomeni di corruzione “anche per la nomina dei vertici e persino dei direttori sanitari. Non da meno sono i contratti precari, nella cui assenza di trasparenza si annidano interessi”, ha puntualizzato il docente di Tor Vergata.

Nel corso del suo intervento, per rendere consapevole il pubblico del flusso di denaro che circola all’interno della Sanità, e quindi dell’interesse delle mafie per questo settore, ha preso in esame il Covid-19. “La pandemia è stata una ghiotta occasione per il lucrare delle mafie – ha sottolineato –. Per acquisire le mascherine, per esempio, furono messi al bando di un concorso un valore di 14miliardi di euro. Di questi solo 5,5 miliardi risultato controllati. Il resto non si sa che fine ha fatto. Oltre il 60% di questi soldi sono stati praticamente sottratti e non si sa nulla. Per quanto riguarda il privato, invece, “abbiamo addirittura – e cito i documenti del ministero dell’Interno – imprenditori legati alla mafia che hanno anche commesso reati importanti. Inoltre, assistiamo ad una grossa voragine per gli accreditamenti, ovvero le procedure che consentono alle strutture private di svolgere funzioni pubbliche. Quando queste procedure non sono controllate prende piede una grande speculazione. “La mafia è pericolosa e dannosa perché, oltre a insinuarsi nei gangli più redditizi della sanità, incide fortemente anche sulla consapevolezza delle persone nel riconoscimento dei propri diritti – ha detto Cecilia Giordano . La mafia richiede sottomissione, un ‘non pensiero’ sulle cose e l’attuazione continua di sistemi di favore e produzione che portano agli sprechi finanziari e dunque a cattivi servizi con conseguenti ricadute significative sulla salute pubblica.
Nel corso del dibattito si è discusso anche delle dipendenze patologiche e della riduzione del danno all’interno dei quartieri della nostra città, dove ogni giorno si vive la negazione di diritti basilari. Sul punto è intervenuto anche il giovane Lorenzo Capretta, counselor e referente del Coordinamento riduzione dei danni e prevenzione dei rischi che sul punto ha parlato di un DDL che alla Regione Sicilia è in procinto di approvazione. “Da un anno e mezzo a questa parte, grazie alla collaborazione di numerosi soggetti, è nato un disegno di legge ‘dalla dipendenza all’interdipendenza’ che, se approvato, creerà i presupposti per attuare una serie di normative che in Sicilia per vari motivi non è stato attuare – ha spiegato –. Il tutto, tra le altre cose, per dare delle risposte funzionali sia per coloro che vivono in maniera diretta il legame con le dipendenze sia per coloro che la vivono indirettamente, come le famiglie. Il 5 dicembre si terrà una manifestazione, intitolata ‘La Sicilia ha fatto crack’, “per dare forza a questo disegno di legge che attraverso un’azione politica ha visto il raggiungimento di molti obiettivi, ha sottolineato Lorenzo.

 approvato – ha aggiunto –. Il corteo si terrà martedì 5 dicembre e partirà da Piazza Casa Professa, a Palermo, alle ore 15 per poi recarsi verso l’Ars. Un modo per fare pressione politica e ‘strappare’ questa approvazione entro la chiusura del bilancio dell’anno corrente. Sono tantissimi i soldi sprecati e inutilizzati perché non viene presentato un progetto concreto. Ecco, questa è un’occasione d’oro. Ma non basta. Ci sono numerose leggi per cui vengono anche stanziati fondi ma, per i più svariati motivi o cavilli burocratici, non vengono applicate. Ecco, dunque, che questo coordinamento ha anche l’obiettivo di “fare in modo che questo disegno di legge venga rispettato.
Il prossimo evento è oggi pomeriggio, sempre al NOZ dei Cantieri Culturali di Palermo, alle ore 17. “Lo Stato profondo” è il titolo del panel in cui parlerà dell’intreccio tra servizi segreti, mafia, neofascismo, massoneria e politica all’interno di quel sistema criminale integrato che a suon di stragi, omicidi e falliti Golpe, ha condizionato la vita politica del nostro Paese. E continua a farlo. Ospiti dell’incontro sono Roberto Scarpinato, già procuratore generale di Palermo; Stefania Limiti, giornalista e saggista; e Ilaria Moroni, direttrice dell’archivio Flamigni. L’evento sarà ripreso anche in diretta streaming su ANTIMAFIADuemila.

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fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/254-focus/98310-la-mafia-bianca-al-noz-di-palermo-il-primo-incontro-del-coordinamento-sociale-antimafia.html