La mafia a Roma e nel Lazio. Si limitano a censire solamente le organizzazioni criminali.Ma sono solamente queste la mafia o ce n’é,invece,un’altra ancora più pericolosa che si annida nella politica,nelle istituzioni,nello Stato e nelle professioni? Suvvia,non continuiamo a prenderci in giro !!!!!!!!!!………………………

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  Mafia, a Roma 92 organizzazioni criminali

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Diversamente dalla maggior parte delle regioni non a tradizionale presenza mafiosa, la Capitale ha generato e sviluppato organizzazioni criminali autoctone, che nel Rapporto sono state denominate come “Mafie e organizzazioni criminali di Roma”, suddivisibili in gruppi mafiosi di derivazione “tradizionale” e altri “originari e originali”: tutte presentano caratteristiche simili al tessuto socio-economico che le ha generate. Nel Lazio ci sono 92 organizzazioni criminali, un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi. Oltre 200 pagine in cui si mette in evidenza “l’avanzata di ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra, dagli anni Settanta-Ottanta sino ad oggi”, presentate nel corso di una conferenza stampa alla Casa del jazz alla presenza del Coordinatore della Dda Procuratore Aggiunto, Michele Prestipino, del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del Comandante dei Carabinieri Lazio Generale, Angelo Agovino, del Capo del secondo reparto della Dia, Maurizio Calvino e di Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

Nella provincia e nella città di Roma operano circa 70 clan mafiosi, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico, nei diversi quartieri che compongono il territorio capitolino.

Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta: a Roma regnano le mafie

Nel Lazio le mafie ci sono e si presentano con volto violento dei clan e la forza “criminale-imprenditoriale” dei capitali sporchi. Il rapporto rileva che ciascuna organizzazione criminale, colpita da sequestri di beni e arresti, ha individuato nel mercato romano, già da alcuni decenni, la migliore “piazza” per gli affari. Incendi, gambizzazioni, attentati si susseguono nel sud della regione con ritmi che destano preoccupazione: operatori economici e amministratori pubblici, come dimostra anche il monitoraggio effettuato dall’Osservatorio, sono i principali bersagli di questa aggressione che non conosce battute d’arresto. Queste diverse organizzazioni criminali si misurano e spesso integrano con altri due fattori, non secondari: da un lato la cosiddetta “malavita romana” (killer professionisti, pusher, rapinatori, gruppi criminali stranieri, criminali di strada) e dall’altro con un ampio sistema di reti di corruzione che attraversa diversi segmenti del tessuto socio-economico romano. Tra le altre cose la Regione ha anche istituito per il 21 marzo la giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. De Matteis ha parlato di “una provincia divisa in quattro zone di influenza da parte delle organizzazioni criminali: la prima zona il sud pontino Formia e Gaeta, dove operano famiglie affiliate ai casalesi, una seconda è quella di Fondi dove imperversa la ‘ndrangheta, l’area nord rappresentata da Aprilia e Cisterna dove insistono organizzazioni riferibili alla ‘ndrangheta e poi l’ultima area, Latina, dove insiste il clan Ciarelli-Di Silvio collegato con il clan romano Casamonica”. “E’ uno scenario multilivello, complesso, e non c’è necessariamente interlocuzione tra le varie realtà criminali”. Il rapporto con il mondo dell’imprenditoria, in particolare, rappresenta per le mafie a Roma una piattaforma con effetto moltiplicatore.

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