La “madrina” Liliana e le altre, ecco le donne che comandano a Porta Furba

La “madrina” Liliana e le altre, ecco le donne che comandano a Porta Furba

Il sequestro, le minacce, la violenza. Per gli inquirenti è lei, Liliana, nel complesso di vicolo di Porta Furba, a gestire lo stupefacente: confeziona con la sorella Antonietta le dosi e lo adagia all’esterno dell’abitato quando si fa notte. Così in caso di controlli nessuno può essere accusato. Liliana, detta Stefania, è la madrina e la padrona quando il capo non c’è

A CURA DELL’ASSOCIAZIONE COSA VOSTRA

18 aprile 2021

Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Dopo la serie sull’omicidio di Mario Francese, quella sul patto tra Cosa Nostra e i colletti bianchi e quella sulla seconda guerra di mafia, si passa adesso al racconto dei Casamonica.

Gli uomini comandano certo, ma tra le donne c’è chi ha guadagnato sul campo i galloni del comando, le spillette sul petto. Soprattutto quando il maschio è in carcere. Le donne sono quelle che tengono la droga, la depositano in luoghi neutri durante la notte per evitare sequestri e, quando avvisate dalle vedette, la celano per evitare imputazioni e arresti. Sono loro che arredano le case con un metodo rodato: comprano e non pagano, presentandosi sotto falso nome e lasciando assegni a vuoto oppure imponendo il nome della casata. Cosi hanno tirato su le ville. Tra le più rappresentative c’è la sorella di Bitalo, Liliana Casamonica. La chiamano tutti Stefania. E questa è un’altra ragione della confusione genealogica: perché tutti i Casamonica hanno quasi sempre due nomi.

Ci risponde chi conosce bene la famiglia di vicolo di Porta Furba: «Hanno quasi tutti un nome diverso da quello di battesimo, è utile per sviare le indagini, per non farsi identificare, è perfetto per imbastire truffe, non dare indicazioni, confondere». «Gli elementi di vertice sono Giuseppe e Liliana.». A parlare è Debora Cerreoni, ex compagna di Massimiliano Casamonica, fratello di Liliana e Giuseppe. Massimiliano è un altro pezzo da novanta della famiglia. Il 16 luglio, giorno prima del blitz in vicolo di Porta Furba, Massimiliano scrive un post su Facebook: «È bella la notte perché puoi riempire il cuore di tutto quello che ti manca sognare di vivere un sogno accanto alle persone che ami con la speranza che il domani sia un giorno migliore buonanotte a voi cuccioli mia che mi date sempre la forza e la voglia di andare avanti».

Un post dedicato ai figli che non vede più perché Debora Cerreoni è andata via.

IL CORAGGIO DI DEBORA

La storia di questa donna apre uno spiraglio nelle invalicabili ville di Porta Furba.

Cerreoni sposa Casamonica con rito rom nel 2002 e da lui ha avuto tre figli. Fino al 2014, quando inizia l’inferno, e un anno dopo trova la forza e diventa testimone di giustizia, destinataria delle misure di protezione con i tre figli minori. Scappa dal carcere durante un colloquio, in fuga per la libertà. Per collaborare con la giustizia consegna una lettera che è un manifesto di dignità in una città sepolta da omertà e visi voltati dall’altra parte.

«Benché la vita mi abbia dato tante cose negative, che sto pagando, mi ha fatto avere tante cose belle e incontrare pochissime persone speciali. Però nonostante questo, sono quasi sola. Lotto e lotterò sempre per i miei bambini, ma vorrei garantire loro un futuro perché purtroppo la vita mi ha dato quella malattia, che può essere anche non mi verrà mai, anche perché qualcosa ora c’è, ma nella mia mente vedo che la mia vita è limitata… voi mi avete aiutata a riprendere i bambini e avete arrestato quelle belve prive di rispetto, ignoranti, irrispettose nei confronti degli altri (mi domando come abbia fatto io a sceglierlo) e per questo vi sarò sempre debitrice.» Cosi Cerreoni offre il suo aiuto anche per la traduzione delle intercettazioni, visto che la lingua parlata dai Casamonica è incomprensibile ai gagi. È il 2014 quando Cerreoni si allontana dal quartiere generale del clan, e si spalanca la porta sull’inferno. «Dovevo vestirmi come dicevano loro e non potevo fiatare. Le poche volte che ho fatto di testa mia sono stata minacciata, picchiata (anche all’interno del carcere) e addirittura sequestrata (per questo fatto ha denunciato Liliana Casamonica e Antonietta Casamonica, n.d.a.). Lo stato di soggezione in cui mi trovavo diventava poi insopportabile quando Massimiliano era detenuto, perché io per i Casamonica ero una gaggia e per questo avevo meno diritti di una donna rom.»

TEMUTA DA TUTTI

Il sequestro, le minacce, la violenza. Per gli inquirenti è lei, nel complesso di vicolo di Porta Furba, a gestire lo stupefacente: confeziona con la sorella Antonietta le dosi e lo adagia all’esterno dell’abitato quando si fa notte. Così in caso di controlli nessuno può essere interessato da provvedimenti. Liliana, detta Stefania, Casamonica è la madrina, la padrona quando il capo non c’è. Come lei, parenti e congiunte con ruoli minori, ma di valore nell’organigramma. I Casamonica e le loro attività non possono fermarsi mai.

Lo ribadisce Liliana anche a un altro personaggio chiave per le inchieste: Massimiliano Fazzari. «Da quando Peppe era dentro praticamente comandava Stefania […] Lei gestiva i soldi […] Da quando era carcerato comandava la famiglia […] Una volta mi ha detto poi la famiglia nostra funziona un po’ come giù da voi in Calabria, mo perché non c’è Peppe, ma io vado al carcere, mi hai capito no?». « È più un uomo che una donna. È risaputo.»

Fazzari aggiunge: «Loro sono maniacali nella pulizia delle case. Alla fine esternamente sono come uomini, ci sono alcune donne che picchiano seriamente. Sono violente uguali. Hai visto menare un pugile, una belva, un’animale. Liliana ti da un cazzotto ti spacca tutto. Quella fa paura davvero».

Liliana finisce in carcere per mafia, nel luglio 2018, ma la mafia per i Casamonica non esiste e loro sono zingaracci che sbagliano, come tutti, come gli altri, come i gagi.

Testi tratti dal libro di Nello Trocchia “Casamonica. Viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma”. Testi, nomi e processi sono riportati nella serie del blog Mafie così come presentati nel libro, aggiornati dunque al 2019.

Fonte:https://www.editorialedomani.it/

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