La lotta alle mafie si fa colpendo i ” piani alti”. Le responsabilità della poltica.

Si evidenziano sempre di più, in provincia di Latina come in altri territori del Lazio, consistenti “aree grigie “di probabile contaminazione mafiosa negli ambiti politici, istituzionali, delle professioni e dell’imprenditoria, aree che, se non verranno subito scandagliate diligentemente ed eliminate, rischiano di infettare l’intero apparato economico, sociale ed anche istituzionale pontino e laziale.

Le uniche inchieste giudiziarie finora svolte in provincia di Latina – la “Formia Connection” a Formia e le “Damasco” a Fondi – relativamente alle collusioni fra mafia-politica-istituzioni, anche se non approfondite come meritavano, hanno messo in risalto l’esistenza di rapporti strettissimi fra soggetti di quegli ambiti, rapporti che, se non verranno recisi con determinazione, finiranno presto per trasformarsi in un vero e proprio “sistema” che coinvolgerà tutto e tutti.

E’ il nodo, questo, di tutti i problemi.

La responsabilità delle classi politiche dominanti da venti anni in qua è stata proprio quella di aver voluto ignorare il problema.

Per ottusità, per mancanza di volontà, per viltà, per collusione?

Non lo sappiamo, ma sarebbe importante scoprirlo.

Quando noi diciamo che le parole contano poco!!!

Le manifestazioni, le commemorazioni, le sfilate, le fiaccolate ed altra roba del genere, tutte cose inutili, devianti e diseducative se non inserite in un quadro più generale di azioni coerenti e tese ad uccidere i germi che generano e irrobustiscono le mafie.

Mafie soprattutto politiche.

Se non ci si decide ad accertare lo spessore del livello di contaminazione mafiosa negli ambiti politici ed istituzionali soprattutto ed in quelli delle professioni e dell’imprenditoria poi, non si conseguiranno mai livelli significativi sul piano della lotta alla corruzione, al malaffare ed alle mafie in provincia di Latina, nel Basso Lazio e nell’intera regione.

Mafie e malaffare stanno nei piani “alti”, in particolare.

Piani in direzione dei quali nessuno, a quanto pare, vuole volgere lo sguardo.

E, se qualcuno… “osa” farlo, prima di farlo deve sapere che… il prezzo da pagare è altissimo.

Come è successo al Prefetto Mosca a Roma, al Prefetto Frattasi a Latina e come può capitare a chiunque altro sia intenzionato a seguirne le orme.

Ecco dove stanno le responsabilità della politica.

Ovviamente parliamo di quella parte della politica che non può essere definita ancora soggettivamente contaminata dalle mafia e dai mafiosi, ma che, purttuttavia, rischia oggettivamente di apparire anch’essa mafiosa.

Il problema “mafie” è tutto e solamente POLITICO.

Ed è nell’ambito politico che vanno affrontati e sciolti i nodi.

A Roma, nella Capitale, dove viene deciso quali input far arrivare alla base, quale Procuratore Capo mandare nei vari distretti, quali Questore e Comandanti provinciali dei Carabinieri o della Guardia di Finanza assegnare a questa o quella provincia, quali “priorità”perseguire nell’azione investigativa.

A Roma, tutto a Roma.

Non affrontare queste delicatissime tematiche, significa non voler risolvere il problema.

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