La lotta alle mafie non si fa declamando e raccontando la storia, ma risolvendo i problemi. I due “casi” dei Commissariati di Cassino e di Formia vanno affrontati e risolti subito.

Mentre da una parte cominciamo ad avere, dopo la prima sentenza di condanna a Roma per il reato di 416bis, segnali di cambiamento da parte della magistratura romana, dall’altra ci pervengono segnali inquietanti sul piano dell’efficienza di molti presidi di polizia nel Lazio e, soprattutto, nel Basso Lazio.

Abbiamo sottoposto al Ministro della Giustizia un piano di proposte impostato sulla richiesta di attivare, come avviene in Campania da decenni, tutte le Procure ordinarie sul versante dell’azione di contrasto delle associazioni mafiose.

Ci batteremo fino allo spasimo per ottenere che Procure come Cassino prima di tutte e, poi, di Latina, Frosinone e via via tutte le altre comincino a lavorare anche su questo versante perché non è più possibile assistere allo spettacolo che vede questi presidi di giustizia inerti di fronte all’avanzare quotidiano delle mafie che ormai nel Lazio stanno diventando padrone di tutto e di tutti.

Il Ministro ci ha assicurato che se ne sta interessando.

Vedremo.

Il problema, però, resta quello delle forze dell’ordine perché, se queste non vengono messe nelle condizioni di supportare la magistratura inquirente, non si va da nessuna parte anche se dovessero esserci bravi Procuratori disposti a fare il proprio dovere.

E su questo piano… stiamo veramente nei guai…

Ovviamente questa non è la sede per fare i processi e ciò sia per la delicatezza dell’argomento che trattiamo ed anche per non ingenerare sfiducia e disperazione nella gente onesta.

Ma se vogliamo seriamente affrontare il discorso della lotta alle mafie e risolvere i problemi, smettendola con la retorica che i più fanno, bisogna dare rapidamente una soluzione a questo tema.

Subito!!!

Vogliamo affrontare solo due casi, mentre del resto ne parleremo a chi di dovere, a Roma.

Commissariati della Polizia di Stato di Cassino e Formia, al confine con la Campania.

A Cassino è stato mandato un eccellente Dirigente, con lunghissima esperienza nella DIA:

Apparentemente tutti i problemi dovrebbero essere stati risolti.

Ma c’è qualcuno che sappia risponderci a questa domanda:

come fa anche il miglior dirigente d’Italia, senza uomini preparati, senza mezzi, senza computer, senza nemmeno la carta per scrivere, a far fronte ad una situazione da sfascio generale, dove peraltro c’è anche una Procura che va tutta riorganizzata?

Noi abbiamo apprezzato quanto ha detto il Questore di Frosinone al nostro recente convegno di Cassino alla presenza di ben 3 Magistrati, due delle DDA di Roma e di Napoli e il terzo, Presidente della 2° Sezione Penale della Cassazione.

Chiediamo, però, al Questore di Frosinone di potenziare il Commissariato di Cassino con gente competente in materia di inchieste antimafia e che sia, quindi, in grado di collaborare con efficacia con il Dirigente, Dirigente che, a dirla tutta, noi avremmo visto, per il suo valore e le sue capacità, meglio nel ruolo di Capo della Squadra Mobile della Questura cciociara.

Non si sprecano uomini di valore di quel genere in realtà circoscritte privandoli, peraltro, di uomini e risorse.

Così non si fa la lotta alle mafie!

Come non è in grado di farla efficacemente il Commissariato di Formia dove c’è solo un ispettore, arrivato da pochi mesi dopo una lunga esperienza nella Criminalpol di Roma, in grado di fare indagini complesse quali sono quelle che riguardano le nuove mafie.

Così si mandano allo sbaraglio quelle poche persone competenti in materia di indagini antimafia che stanno sulla piazza.

Non vogliamo andare avanti per le ragioni che abbiamo sopra esposto ed anche perché stimiamo i due Questori – quelli di Frosinone e di Latina – e siamo certi, pertanto, che essi vorranno risolvere i due casi con la massima sollecitudine possibile.

Se dovesse esserci bisogno dell’intervento della nostra Associazione ai livelli centrali, ce lo si faccia sapere e noi siamo sempre disponibili perché siamo convinti che la lotta seria alle mafie non si fa declamando e raccontando la storia ma affrontando i problemi reali che hanno impedito ed impediscono di fare un’azione efficace contro di esse.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti!!!

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