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La lotta alle mafie in provincia di Latina e nel Lazio

QUALCUNO IN PROVINCIA DI LATINA HA LA MEMORIA CORTA  E TENTA DI NASCONDERE LA REALTA’:

ECCO COME SONO STATE CONDOTTE LE INCHIESTE SULLE COSCHE

 

DA “LATINA OGGI ” DI MERCOLEDI’  2 SETTEMBRE 2008,UN ARTICOLO DI ALESSANDRO PANI DAL TITOLO ” LE SVISTE SULLE COSCHE LOCALI” E CON SOTTOTITOLO “I PM DELLA DDA CRITICI SUI COLLEGHI PONTINI:NON HANNO SAPUTO VEDERE”

 

 

…………………….”chi invece,nel corso degli ultimi anni,non ha visto nelle imprese di …………………….il potenziale mafioso,é stata troppo spesso la Procura della Repubblica di Latina,quella che avrebbe dovuto cogliere per prima i segnali di una deriva  velenosa e pericolosa per l’intero tessuto provinciale pontino.

“Nella stragrande maggioranza dei casi-hanno scritto i sostituti procuratori della DDA di Roma Diana De Martino e Francesco Curcio-si é proceduto da parte delle diverse autorità giudiziarie di questo distretto,rubricando la massa di fatti oggetto di indagine,in realtà di stampo mafioso,in fatti di criminalità comune.

Una presa di posizione dura e una presa di distanze insidiosa nei confronti dei colleghi pontini.

Una dichiarazione che,se letta alla luce degli accadimenti successivi ai primi arresti per usura ed alla “pubblicizzazione” del “caso Fondi” offre un quadro ed uno spaccato inquietanti”.

Fin qui “Latina Oggi”.

Un’analoga considerazione,pur con diverse sfaccettature,potrebbe essere fatta,oltre che  per  l’inchiesta  “Damasco” sul “caso Fondi”,per un’altra, quella denominata “Formia Connection” su Formia nella quale un Commissariato della Polizia di Stato ,allora diretto da un bravo dirigente qual’era ed é Nicolino Pepe -purtroppo non  più presente in provincia di Latina al pari di altri suoi colleghi altrettanto bravi come Cristiano Tatarelli ed Alessandro Tocco – aveva corredato la dettagliata informativa con delle preziose bobine che riportavano le intercettazioni delle telefonate intercorse fra soggetto appartenente ad una  famiglia camorristica non estranea ancora oggi alle cronache ed un noto esponente politico e delle istituzioni.

Anche quel “caso” é stato rubricato come “fatto di criminalità comune”e  fu archiviata,senza i necessari approfondimenti, la patte dell’inchiesta che riguardava il probabile “voto di scambio” ed i collegamenti fra parti della politica e delle istituzioni con la camorra e le mafie in genere.

Di cosa vogliamo parlare più?

Degli assassini dell’avvocato Maio ad Aprilia,di Don Boschin a Borgo Montello di Latina,dell’Avvocato Mosa a Terracina,ai quali potremmo aggiungerne altri,tanti altri,tutti di probabile matrice mafiosa e dei quali non si é stati in grado di individuare mai mandanti ed esecutori ?

Vogliamo,poi,parlare della Prefettura di Latina,dalla quale

,a nostra memoria,non é mai – o quasi mai- partita un’interdittiva antimafia (se ne é partita qualcuna,ci si precisi il numero e noi siamo pronti a rettificare,ma vogliamo conoscerne  il NUMERO,anno per anno,…………anche quello attuale ).

Noi non siamo degli ……”sfasciacarrozze”,come qualcuno vorrebbe  definirci e siamo ricchi di senso dello Stato e delle Istituzioni,forse più di quanti dovrebbero essere e non sono molti altri.
E questo lo attestano il nome che portiamo e quello del nostro Presidente onorario ,il quale  é un altro grande Magistrato,ancora,peraltro,in vita ed in servizio.

E come potrebbero confermarlo i Magistrati che ci conoscono da vicino.

Ma quando parliamo di Stato ci riferiamo allo Stato-Stato,quello di diritto,della Costituzione repubblicana per la quale sono morti molti dei nostri genitori,non allo stato-mafia.

VERGOGNATEVI !!!!!!!!

Ebbene,quando noi sosteniamo che in provincia di Latina-ed anche a Roma e nel Lazio-    c’é stata e c’é una commistione letale fra pezzi importanti della politica e delle istituzioni e criminalità mafiosa,commistione che non si é voluta mai contrastare in maniera adeguata e risolutiva,lo documentano i fatti che tutti hanno sotto gli occhi.

Grazie a Dio sono arrivati a Roma i Pignatone,i Prestipino,gli Ielo,i Tescaroli,i Cascini e quanti altri,coloro,insomma,ai quali dovremmo tutti baciare i piedi,ma ormai i danni sono stati fatti e sono irreparabili perché siamo nella m…….. fino al collo .e difficilmente ne potremo uscire perché é il “sistema” é marcito ormai e non possiamo pretendere da essi  i miracoli.

Anche perché la gente,la stragrande maggioranza,é omertosa,vile e non collabora ed anche quelli che si riempiono la bocca di parole come “legalità”,”giustizia” ed altre cose del genere e vanno alle manifestazioni limitandosi a  gridare “via Falcone e Borsellino”,si volatilizzano,si sciolgono come neve al sole,spariscono tutti quando vai a dire loro “aiutaci”,”dacci notizie”.”aiutiamo i magistrati inquirenti”.

L’…….”antimafia” del bla bla.

Se non del business e del regime!

Del palcoscenico e non della DENUNCIA,nomi e cognomi.

La “cupola”.

La sensazione che provi,quando cerchi di capire “cosa” non va,”cosa” frena,blocca,intorpidisce le acque,per non far arrivare mai ad una conclusione,é che ci sia una “cupola”,qualcosa di indefinito ed indefinibile (ma mica tanto),che dirige tutto,decide le direttrici di marcia,le linee da seguire.

Una “cupola” che unisce due regioni importanti,come il Lazio e la Campania.

Una persona amica e molto sottile ed informata ci diceva l’altro  giorno a Napoli ,parlando degli eletti in questi giorni in Campania:”State attenti perché tizio ha forti interessi ,oltre che qua,anche nel Lazio”.

Abbiamo subito allertato gli amici del  nostro Ufficio “Ricerche” invitandoli a fare del tutto per “capire” i collegamenti.

Tanto ,perché ,se non lo facciamo noi,non lo fa nessun altro.

Purtroppo.

Quando noi diciamo “mettete un Supercommissariato a Formia,con una Sezione distaccata della Squadra Mobile e con alla testa un Dirigente esperto in materia di lotta alle mafie e costituite a Latina,presso la Questura ed i Comandi Provinciali , nuclei della DIA,del ROS,del GICO o dello SCICO,dello SCO e tutti fanno finta di non ascoltare mantenendo le cose come stanno!!!!!!!!!…………

Non é”mafia” questa?????????????

Non ci meravigliamo,poi,quando riusciamo ad individuare soggetti di altri clan,nuovi in territorio pontino,che gestiscono attività dove si sono visti alti personaggi della prima Repubblica…………

Di cosa vogliamo più parlare ?????????…………………

Queste cose le abbiamo ancora una volta dette a cittadini e parlamentari la settimana scorsa a Pomezia ed ieri sera a Latina,in due affollate assemblee e vogliamo sperare che qualcuno,questa volta, voglia accogliere i nostri appelli accorati per almeno tentare di riparare in certo qual modo i danni arrecati da una classe dirigente in parte costituita da corrotti e mafiosi che non vuole scollare,malgrado la situazione scandalosa che sta emergendo con Mafia Capitale,Ostia mafia e quante altre inchieste sono in corso,il sedere dalle poltrone.

E con Prefetti che,per  applicare le leggi  in materia di prevenzione antimafia,aspettano gli ordini, che non arrivano mai ,dall’alto!!!!!………………………