La ” lettura” delle decine di attentati a Fondi va contestualizzata e non parcellizzata. E’ ora che lo Stato faccia sentire la sua presenza di fronte al dilagare della criminalità organizzata in provincia di Latina

L’ENNESIMO ATTENTATO AD UN’ATTIVITA’ DI FONDI DEVE INDURRE TUTTI A RIPRENDERE CON FORZA IL DISCORSO DELLA PRESENZA DELLO STATO SU QUEL TERRITORIO, UNA PRESENZA CHE VA RAFFORZATA E QUALIFICATA

Non vogliamo che il territorio venga militarizzato, ma nemmeno vogliamo che lo Stato venga bistrattato e messo sotto i piedi da una criminalità che vi spadroneggia sempre di più.

Una criminalità che appare ancor più spavalda, a torto o ragione, dopo le elezioni.

Non vogliamo fare analisi sociologiche o politiche che potrebbero portarci fuori pista.

Noi siamo abituati a stare ai fatti.

E i fatti dicono che è acclarato ormai che su quel territorio operano decine di clan e di ‘ndrine, diventate padrone di pezzi importanti dell’economia locale.

Chi conosce il modus operandi delle mafie sa molto bene che in situazioni del genere… “non c’è foglia che si muova che la mafia non voglia”.

Contravvenire a questa regola, significa correre il rischio di severe punizioni.

Rifiutiamo, perciò, di credere che ci siano in giro dei singoli scemi disposti a correre questo rischio.

I professionisti della rimozione e della minimizzazione, quindi, non tentino nemmeno di fornire, come al solito, analisi forzate, distorte e riduzionistiche.

Questo vale per tutti, nessuno escluso.

Su quel territorio si incendia, si spara contro operatori commerciali ed industriali locali, esponenti politici di opposizione, uomini delle forze dell’ordine, uffici giudiziari.

Ormai sono decine i casi.

Lo Stato non può assistere inerte ad una situazione del genere, aspettando che l’intero territorio diventi una seconda Casal di Principe.

Né esso può e deve limitarsi ad affidare ad indagini ordinarie degli organi locali il dipanamento della matassa.

Ci vuole ben altro.

Ed è questo “ altro “ che noi chiediamo con forza agli organi investigativi e giudiziari centrali.

In questi giorni abbiamo chiesto ai Sindaci di Fondi, Itri, Sperlonga e Terracina, un quadrilatero di territorio fortemente infiltrato dalle mafie, di fare redigere dai Vigili Urbani un elenco completo delle decine e decine di imprese provenienti da fuori Regione.

Un elenco da sottoporre, poi, al vaglio di DIA, GICO, ROS, Squadra Mobile.

Può darsi che alcune siano “pulite”, ma può anche darsi che alcune non lo siano e noi, stando ai fatti, temiamo proprio questo.

Vedremo se lo faranno.

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