La Giustizia a Latina sul versante della lotta alle mafie.

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Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org info@comitato-antimafia-lt.org

Anziché perdere tempo in polemiche sterili e,talvolta,che rasentano il ridicolo perché ispirate a semplici ragioni localistiche ed elettoralistiche,la classe politica pontina – che si è sempre disinteressata dei problemi veri della Giustizia,che non sono solo numerici,ma organizzativi e soprattutto qualitativi – dovrebbe occuparsi dell’efficienza dei presidi sul territorio.

I PM De Martino della DNA e Curcio della DDA di Napoli, in occasione del “ caso Fondi”,hanno rilevato che “ nella stragrande maggioranza dei casi si è proceduto da parte delle diverse autorità giudiziarie di questo distretto,rubricando la massa dei fatti oggetto di indagine,in realtà di stampo mafioso,in fatti di criminalità comune”.

Un accusa,questa,gravissima che avrebbe dovuto far sobbalzare sulla sedia i tanti soloni che oggi parlano di lotta alla criminalità mafiosa e che non si sono mai interessati in passato delle tante deficienze degli apparati investigativi e giudiziari locali ( tutte le azioni contro le mafie in provincia di Latina,fatta qualche eccezione che riguarda la Squadra Mobile, sono partite,infatti,da Procure e forze dell’ordine di altre regioni e distretti giudiziari).

Tutti pronti,all’occorrenza,ad invocare il rafforzamento degli organici di magistrati e forze dell’ordine,dimentichi,però,del fatto che nel Basso Lazio,territorio a fortissima densità mafiosa,più che di numeri c’è di bisogno di…qualità e di volontà.

Chi vuol prendersi la briga di verificare come sono andate finora le cose,chieda le ……”Statistiche”!!!!!!!!!!!!!………

I numeri servono,tutt’al più,per l’”ordine pubblico” e per i reati ordinari.

Ma,quando parliamo di mafie,bisogna parlare di lavoro di INTELLIGENCE che pochi sanno fare e di competenze in materia economica e finanziaria perché oggi le mafie sono “impresa”,”capitali sporchi”,talvolta già ripuliti.”

Bisogna parlare di………….. “QUALITA’ DELLE INDAGINI”,insomma.

I Tribunali di Gaeta e Terracina,sezioni staccate di quello di Latina,peraltro SPROVVISTI DI UNA SEZIONE STACCATA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA,servivano a poco.

Chi ha perorato l’istituzione di quelle Sezioni Staccate avrebbe dovuto fare in modo che si istituisse anche una Sezione Staccata della Procura della Repubblica,come è stato fatto a Cassino,il cui Tribunale è l’unico nel Basso Lazio che dispone della Procura della Repubblica ( quello sulla sua efficienza,poi,come peraltro delle altre Procure, è un discorso a parte che noi faremo durante un colloquio con il Ministro della Giustizia che abbiamo già chiesto e che ogni amministratore o esponente politico seri dovrebbero cominciare a fare).

Una classe politica seria dovrebbe,a questo punto,preoccuparsi del fatto che,pur parlando,finalmente, tutti di presenza mafiosa sui territori,bisogna rendere efficienti i presidi esistenti.

Bisogna fare in modo che le Procure ordinarie –Cassino-Frosinone-Latina ecc.- vengano codelegate dalla Procura Generale di Roma a interessarsi di procedimenti e di inchieste in materia di mafie,cosa che,come hanno rilevato appunto i PM De Martino e Curcio,in passato non si è verificato.

Una classe politica seria dovrebbe cominciare ad occuparsi dell’efficienza degli impianti investigativi (molto carenti sul piano della lotta alle mafie!!!! ) e giudiziari,predisponendo un piano di ristrutturazione generale che si rende ora assolutamente indispensabile ed urgente se veramente si vuole un’azione efficace di lotta alle mafie.

Tutto il resto è chiacchiera senza senso.

IL SEGRETARIO

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