La gestione a Formia dell’ex albergo–discoteca “Marina di Castellone” confiscato a Chianese. Prima che cada nelle mani della camorra, l’Agenzia dei Beni confiscati lo assegni alla Compagnia dei Carabinieri

SI VUOLE FORSE CHE L’EX ALBERGO-DISCOTECA A FORMIA “MARINA DI CASTELLONE “, CONFISCATO ED ORA DI PROPRIETA’ DELLO STATO, VADA A FINIRE NELLE MANI DELLA CAMORRA O DI QUALCHE SPECULATORE PRIVATO?
Tutti a parlare di camorra, ndrangheta e via di questo passo e nessuno che faccia una denuncia, lanci un’idea, una proposta, una protesta di fronte ai pericoli reali che la mafia si appropri di beni inestimabili.
A Formia, ad oggi, solo Gennaro Varriale di Rifondazione sembra aver preso coscienza di un pericolo serio che si sta correndo la città e che riguarda la gestione dell’ex Albergo-discoteca “Marina di Castellone” confiscato a Chianese.
Si dice che l’Agenzia dei Beni confiscati sia intenzionata a non cederlo al Comune perché temerebbe un’assegnazione da parte di questo non oculata.
Allora, ad evitare che se ne approprino la camorra in quanto solo questa dispone delle somme richieste per la sua gestione o qualche speculatore privato, lo si usi solamente per fini istituzionali.
La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza dispongono già di caserme più che capienti, al contrario, invece, della Compagnia dei Carabinieri.
Lo si affidi, pertanto, all’Arma prima che la struttura cada a pezzi!
C’è qualche parlamentare disponibile ad interessare del caso il Governo?

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