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La ‘faccia pulita’ dei clan Di Lauro e Vanella Grassi, tutte le società sequestrate: colpo da 8 mln di euro

Di Alessandro Caracciolo

Agli inizi degli anni Duemila i quartieri di Scampia, Secondigliano e le cittadine dell’area nord di Napoli furono vittime dalla sanguinaria faida combattuta tra il clan Di Lauro e gli Scissionisti. Una guerra di camorra causata dal traumatico passaggio di potere da Paolo Di Lauro ai figli, infatti, proprio quella decisione del boss venne messa in discussione dai colonelli del clan. Nell’ultima inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia emerge, però, una camorra dalla vocazione imprenditoriale che ha riposto le armi per concentrarsi sugli affari.

LA SVOLTA IMPRENDITORIALE DEL CLAN DI LAURO

Dunque i cosiddetti Milionari avrebbero avuto una vera e propria “svolta imprenditoriale” abbandonando quasi del tutto l’opzione militare. In questa prospettiva strategica si collocano le attività imprenditoriali e finanziarie, con ingenti investimenti nel settore delle aste giudiziarie immobiliari, in cui gli affiliati turbavano la libertà degli incanti, attraverso minacce rivolte ad altri partecipanti. Queste intimidazione sarebbero state messe in campo per costringere gli altri potenziali acquirenti a non presentarsi, permettendo così agli incaricati dell’organizzazione criminale di aggiudicarsi gli immobili. Alla fine la successiva rivendita avrebbe finanziato le ulteriori attività illecite del sodalizio.

LA JOINT VENTURE DELLA CAMORRA

Quindi gli inquirenti hanno scoperto una sorta di joint venture, cioè una vera e propria partnership, con i clan Licciardi e la Vanella Grassi. L’obiettivo dell’accordo criminale era l’aggiudicazione di aste immobiliari attraverso l’intervento per la revoca di richieste estorsive rivolte a imprenditori vicini al clan Di Lauro da parte di terze organizzazioni criminali.

I nuovi investimenti hanno anche riguardato la costituzione di alcune società fittiziamente intestate a terzi, ora sottoposte a sequestro, attraverso cui l’organizzazione gestiva una nota palestra, una sala scommesse, alcuni supermercati e il settore del contrabbando dei tabacchi lavorati esteri.

Le mire imprenditoriali degli eredi di Ciruzzo ‘o Milionario hanno riguardato anche investimenti in società di abbigliamento e, insieme al cantante neomelodico Tony Colombo, l’ideazione di un brand d’abbigliamento registrato con marchio Corleone, oltre che nella realizzazione di una bevanda energetica denominata 9 mm, marchio decisamente ammiccante al mondo criminale.

LE SOCIETA’ SEQUESTRATE

Dunque la Dda ha ottenuto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro. Erano riconducibili alla cosca, oggi retta Vincenzo Di Lauro grazie all’uso dei prestanome, diverse società: Il Millennio situato in via Appia a Secondigliano, il Mina Fashion a Casandrino, Italia Frutta a Casoria, il Coral situato in piazza Trieste e Trento a Napoli, Supermercati D&C a Somma Vesuviana, la Pelletteria Ida e la Pelleteria Brandi ad Arzano, L’Arte della Pelle a Casavatore, Tinturificio C& G in via Il Giardino dei Ciliegi a Napoli, il Futuro in via Nazionale a Napoli.

Nel provvedimento giudiziario sono incluse anche società riconducibili alla Vanella GrassiArt & Service e Four Service, entrambe società situate a Quarto, Town Service in Spagna, Francier ad Arzano, il Royal Coffè al corso Secondigliano, Officina Meccanica e Costruzioni in Ferro a Salerno. 

Fonte:https://internapoli.it/la-faccia-pulita-dei-clan-di-lauro-e-vanella-grassi-tutte-le-societa-sequestrate-colpo-da-8-mln-di-euro/