La Digos nell’ufficio di una consigliera della Provincia di Trento e della Regione Trentino Alto Adige senza alcuna reale giustificazione , perchè ?

Il giorno 19 aprile 2013 si sono presentati nel mio ufficio di Consigliere provinciale due agenti di polizia – poliziotti di quartiere – meglio identificati nell’allegata attestazione rilasciatami dalla Questura a seguito dell’intervento ai quali dopo circa dici minuti si è aggiunto il dirigente della Digos ed altro poliziotto.
Quindi ben 4 poliziotti senza alcuna reale giustificazione con fare intimidatorio nei miei confronti hanno cercato di sostenere l’intervento, richiesto dal personale dipendente del gruppo consiliare ( una segretaria era presente in ufficio al momento della mia entrata e l’altra è arrivata accompagnata dai poliziotti ) con la giustificazione di una lite in corso. Lite mai avvenuta come possono testimoniare le persone presenti nel mio ufficio.
Anche la documentazione attestante l’intervento, da me richiesta alla Questura, riporta dati non veritieri che giustificano l’intervento con la presunta esistenza di una lite e della necessità di ristabilire equilibri. Condizione del tutto falsa stante che nessuna lite vi fu e neppure nessun diverbio in quanto, la sola richiesta presentata in quella mattina all’unica segretaria presente e successivamente a quella che sopraggiunse qualche minuto dopo accompagnata dai poliziotti di quartiere, fu quella di accendere un computer sul quale erano salvati dei dati , frutto del mio lavoro intellettuale.
Certo è che come consigliere provinciale e regionale e come donna mi sono sentita davvero in una situazione di pericolo in quanto ho visto venire meno la tutela dei miei diritti, oltre che della mi serenità personale in quanto, la polizia è entrata nel mio ufficio istituzionale di consigliere , senza alcuna giustificazione, riservandomi un trattamento del tutto intimidatorio e producendo un attestato sui fatti avvenuti non corrispondente alla realtà.
In quei giorni fra l’altro stavo lavorando ad un documento, sottoscritto da altri 23 consiglieri regionali appartenenti a diverse forze politiche con il quale si chiedeva la convocazione del Consiglio Regionale straordinario per far luce sulle modalità di aggiudicazione di un grosso appalto da parte della Società Autostrada del Brennero s.p.a., (che vede nella Regione Tn AA il socio di maggioranza relativa ) ad una società di Castellamare di Stabia sulla quale sono in corso accertamenti da parte di diversi magistrati dell’antimafia per sospetti legami con la camorra, in particolare rileva il fatto che a detta società in fase di aggiudicazione non era stato chiesto il certificato antimafia.
Forse si è trattato solo di una coincidenza ma in ogni caso ancora oggi mi chiedo cosa sarebbe successo se io non avessi avuto in ufficio persone di mia fiducia che possono in ogni momento testimoniare la verità.
Quali sono davvero i miei diritti se in ogni momento è possibile che dei poliziotti entrino nel mio ufficio con motivazione non veritiera e si possano rivolgere a me con fare intimidatorio ? Sarà perché io sono solo una consigliera di opposizione , in ogni caso eletta per il Consiglio provinciale e regionale , o forse perché sono solo una donna con un cognome italiano ??

CHIEDIAMO AL QUESTORE DI TRENTO ED AL MINISTRO DEGLI INTERNI DELUDICAZIONI SU QUANTO
DENUNCIATO DALLA CONSIGLIERA FRANCA PENASA,PERALTRO RESPONSABILE PER IL TRENTINO ALTO
ADIGE DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
ASSOCIAZIONBE CAPONNETTO

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