La crisi della Giustizia a Latina. Ministro Alfano e Sen.Mancino cosa vogliamo fare?

LA CRISI DELLA GIUSTIZIA A LATINA: GIUSTIZIA AL COLLASSO, SI DICE. FACCIAMO IL PUNTO PERCHE’ QUALCHE CONSIDERAZIONE VA FATTA

Che la Giustizia a Latina sia in crisi lo dicono tutti. E siamo d’accordo. Mancano cancellieri, manca personale amministrativo, manca, soprattutto, un Presidente dopo che il vecchio è andato in pensione, mancano attrezzature, materiale, risorse e spazi adeguati. Mancano giudici. La pianta organica ne prevede di più e, poi, va considerato che anche questa va rivista perché il carico di lavoro è aumentato soprattutto tenuto conto del crescente livello criminale del circondario.

Insomma, siamo d’accordo sul fatto che Ministero e CSM debbano al più presto colmare i vuoti. E, a questo punto, le responsabilità sono tutte politiche.

Intanto va risolto subito il problema degli spazi.

Si è fatto tempo fa un gran parlare intorno alla famosa… ”cittadella giudiziaria”, una cittadella che, però, malgrado i tanti annunci di ministri, sottosegretari, parlamentari e sindaci (quello di Latina non ne parla più!!!? ), ancora resta un sogno nel cassetto.

Ma chi ha dimestichezza con i Palazzi di Giustizia di altre province e di altri circondari, sa benissimo che quella di Latina è, forse, una delle situazioni meno drammatiche.

Altrove è peggio. Ciò non vuol dire che non bisogna intervenire, soprattutto per quanto riguarda il Tribunale, il numero dei giudici e degli amministrativi.

Discorso un tantino diverso è quello che riguarda la Procura.

Alessandro Panigutti l’altro giorno su “Latina Oggi “, parlando della situazione di Fondi, ha fatto delle considerazioni eccellenti. Da par suo! E’ bastato un SOLO poliziotto della Questura di Latina per fare, in materia di indagini patrimoniali su taluni soggetti fondani, quello che la Procura sostiene di non essere in grado di fare con tutti i PM che ha e con la squadra di polizia giudiziaria a sua disposizione.

Tali considerazioni di Panigutti dovrebbero far riflettere perché fotografano una realtà che sta sotto gli occhi di tutti.

Allora, se tutto ciò è vero, il discorso deve assumere tonalità diverse.

Ripetiamo, a scanso di equivoci: noi siamo d’accordo sulla necessità di aumentare i numeri, soprattutto per la parte giudicante e quella amministrativa, ma cominciamo anche a parlare di organizzazione del lavoro.

Ministro Alfano e Sen. Mancino, cosa vogliamo fare?

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