La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici. Ottimo, Ministro, ma come la mettiamo con i prestanome?

«La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici»
Questo il commento del ministro dell’Interno Maroni che ha sottoscritto a Caserta in prefettura una convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, uno strumento già testato in Calabria per evitare le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose

Il ministro dell’Interno Maroni ha sottoscritto oggi alla prefettura di Caserta con 12 tra comuni ed enti pubblici la convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, un meccanismo di controllo, già sperimentato, per evitare infiltrazioni delle organizzazioni mafiose negli appalti pubblici.
All’intesa hanno aderito la Provincia di Caserta, i comuni di Caserta, Aversa, Capodrise, Casal di Principe, Cervino, Gricignano di Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria C. V. , San Tammaro e l’I. A. C. P ed è aperta alla sottoscrizione anche da parte degli altri enti della Provincia che volontariamente vorranno aderirvi. Il nuovo organismo sarà operativo già dal prossimo mese presso locali messi a disposizione dalla Provincia.

«La stazione unica appaltante ci consente – ha detto il ministro – di coordinare sempre meglio l’azione della magistratura con le forze dell’ordine e di fare terra bruciata attorno alla criminalità organizzata».
«E’ uno strumento utile, – ha sottolineato il ministro – che aiuta le amministrazioni a gestire i soldi pubblici, dà speditezza e garanzia ai sindaci negli appalti che vengono fatti in modo trasparente. La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici», ribadisce il ministro, ricordando anche che la stazione unica appaltante è un esperimento nuovo già testato in Calabria «dove è attiva a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Ed è aperta anche un’istruttoria a Palermo».

«La lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie rimane una delle priorità del governo e del ministero dell’Interno – ha aggiunto Maroni – abbiamo fatto nuove norme e predisposto nuovi strumenti per combattere la criminalità organizzata. Il nostro impegno assoluto è quello di sconfiggere tutte le mafie». Questo è anche dimostrato dall’importanza delle riunioni periodiche del Comitato prr l’ordine la sicurezza provinciale di Napoli e Caserta, che «consente – sottolinea Maroni – di fare terra bruciata intorno alla criminalità organizzata. A Caserta si stanno ottenendo dei risultati strabilianti, che non si erano mai visti prima» come riferito oggi da uno dei magistrati che operano nel contesto campano.

Annunciato anche dal ministro dell’Interno l’utilizzo di altri 1250 militari: «Venerdì prossimo – ha detto – presiederò il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso del quale sarà definito la conferma dell’impiego, a partire dal prossimo 4 agosto dei tremila militari già impiegati in attività di contrasto alla criminalità, con le forze dell’ordine con l’aggiunta di altre 1250 unita».

La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici»Questo il commento del ministro dell’Interno Maroni che ha sottoscritto a Caserta in prefettura una convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, uno strumento già testato in Calabria per evitare le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose

Il ministro dell’Interno Maroni ha sottoscritto oggi alla prefettura di Caserta con 12 tra comuni ed enti pubblici la convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, un meccanismo di controllo, già sperimentato, per evitare infiltrazioni delle organizzazioni mafiose negli appalti pubblici.
All’intesa hanno aderito la Provincia di Caserta, i comuni di Caserta, Aversa, Capodrise, Casal di Principe, Cervino, Gricignano di Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria C. V. , San Tammaro e l’I. A. C. P ed è aperta alla sottoscrizione anche da parte degli altri enti della Provincia che volontariamente vorranno aderirvi. Il nuovo organismo sarà operativo già dal prossimo mese presso locali messi a disposizione dalla Provincia.

«La stazione unica appaltante ci consente – ha detto il ministro – di coordinare sempre meglio l’azione della magistratura con le forze dell’ordine e di fare terra bruciata attorno alla criminalità organizzata».
«E’ uno strumento utile, – ha sottolineato il ministro – che aiuta le amministrazioni a gestire i soldi pubblici, dà speditezza e garanzia ai sindaci negli appalti che vengono fatti in modo trasparente. La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici», ribadisce il ministro, ricordando anche che la stazione unica appaltante è un esperimento nuovo già testato in Calabria «dove è attiva a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Ed è aperta anche un’istruttoria a Palermo».

«La lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie rimane una delle priorità del governo e del ministero dell’Interno – ha aggiunto Maroni – abbiamo fatto nuove norme e predisposto nuovi strumenti per combattere la criminalità organizzata. Il nostro impegno assoluto è quello di sconfiggere tutte le mafie». Questo è anche dimostrato dall’importanza delle riunioni periodiche del Comitato prr l’ordine la sicurezza provinciale di Napoli e Caserta, che «consente – sottolinea Maroni – di fare terra bruciata intorno alla criminalità organizzata. A Caserta si stanno ottenendo dei risultati strabilianti, che non si erano mai visti prima» come riferito oggi da uno dei magistrati che operano nel contesto campano.

Annunciato anche dal ministro dell’Interno l’utilizzo di altri 1250 militari: «Venerdì prossimo – ha detto – presiederò il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso del quale sarà definito la conferma dell’impiego, a partire dal prossimo 4 agosto dei tremila militari già impiegati in attività di contrasto alla criminalità, con le forze dell’ordine con l’aggiunta di altre 1250 unita».

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