La cortina del silenzio sulla presenza mafiosa a Gaeta

GAETA: LA CORTINA DEL SILENZIO. NON SI DEVE PARLARE DI PRESENZA MAFIOSA

Sarà perché è sede del Comando della VI flotta degli USA o perché c’è l’Arcivescovado?

Sarà perché l’economia è infiltrata dalla camorra. Ma di questa non è possibile parlare.

Cala subito, appena si accenna alla presenza della criminalità organizzata, un silenzio tombale.

Non ne parlano i corrispondenti locali, eccetto qualcuno della “Provincia “o di “Latina Oggi. ”

Non ne parlano gli esponenti politici ed istituzionali locali. Anzi! Se proprio questi vengono trascinati per i capelli, ne negano l’esistenza.

Mai nessuno ha voluto fare uno screening sulle proprietà reali degli esercizi commerciali e della ristorazione, sui titolari delle ditte edili che vi lavorano.

Eppure a Gaeta sono state individuate negli anni andati presenze di soggetti appartenenti all’ex Banda della Magliana in via Pisa, a Cosa Nostra nel Porto, alla camorra (Moccia, Chianese, Magliulo ecc). Gaeta ha il più alto numero in provincia di Latina di beni confiscati alla camorra.

A Gaeta nessuno mai ha indagato sulle compravendite immobiliari e di terreni.

Nessuno ha indagato a fondo quando anni fa furono spedite pallottole ad alcuni consiglieri comunali.

Si raggiunge il grottesco nel caso – ora – dell’invio di bossoli a pallettoni al Sindaco e a due consiglieri comunali, uno di maggioranza ed il secondo di minoranza.

L’atto sarebbe, secondo il Sindaco civico, frutto di un clima politico… avvelenato, di qualche… scherzo!

Strano il fatto che appena due anni fa lo stesso Sindaco ha definito Gaeta “lavatrice di denaro della camorra”!

Misteri gaetani!

Quel che è più grave, però, è il silenzio dei mass media, dei partiti politici e dei sindacati dei lavoratori e degli imprenditori.

Tutti zitti; perfino i partiti della sinistra, a cominciare dal PD, per finire a Rifondazione e Sinistra e Libertà ed all’Italia dei Valori.

A Gaeta è vietato parlare di presenza di camorra, cosa nostra ecc.

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