La Cassazione conferma le condanne per i Casalesi

Processo Spartacus

La Cassazione conferma le condanne per i Casalesi

16 condanne all’ergastolo emesse nei confronti di altrettanti imputati. I Giudici rigettano i ricorsi presentati dai Difensori

ROMA – La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza del processo Spartacus nei confronti di capi e aderenti al clan dei Casalesi. In particolare i supremi giudici hanno resi definitivi le 16 condanne all’ergastolo emesse nei confronti di altrettanti imputati, tra cui Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti. La Corte ha ritenuto inammissibili o ha respinto le istanza presentate. Nel complesso il procedimento definito oggi comprende 24 imputati.

Nel dicembre scorso il pg aveva chiesto la conferma della sentenza emessa nel giugno 2008 dalla I sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli. In primo grado, i giudici della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, avevano comminato a 16 imputati altrettanti ergastoli.

I reati vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’omicidio, all’estorsione. In particolare, l’ergastolo è stato confermato dai Supremi giudici nei confronti dei boss Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto e Mezzanotte’, Francesco Schiavone, 54 anni, detto Sandokan, il cugino omonimo, di 55 anni detto ‘Cicciariello’, Walter Schiavone, Antonio Iovine, Giuseppe Caterino e Vincenzo Zagaria. Oltre che per Cipriano D’Alessandro, Raffaele Diana, Enrico Martinelli, Alfredo Zara, Mario Caterino, Giuseppe Diana, Sebastiano Panaro, Luigi Venosa e Michele Zagaria.

Lo Spartacus è considerato la madre di tutti i processi. Oltre mille gli indagati, durato quasi 12 anni il processo è partito nel luglio 1998. Dai faldoni del procedimento contro il clan camorristico di Casal di Principe sono nate numerose altre inchieste che hanno fatto luce sugli affari della Camorra, su omicidi, estorsioni, traffico di droga e appalti. Le carte del processo sono state fonte principale per il libro best seller ‘Gomorra’ di Saviano.

(Tratto da Diario del Web)

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