La camorra dilaga anche in Emilia Romagna

Ancora una volta si conferma il forte radicamento della camorra in Emilia romagna: ora è in evidenza il caso di Faenza.

FONTE: ROMAGNANOI 06/05/2010

Faenza – La camorra nella nuova Faenza
Sequestrate due agenzie immobiliari e due strutture ricettive nell’area di recente costruzione in via Proventa. Beni ricondotti a Oscar Pecorelli “o malommo”, braccio destro del capo clan Antonio Lo Russo, raggiunto ieri da ordine di custodia cautelare insieme ad altri 16 camorristi
FAENZA – Due società immobiliari e due strutture ricettive sono state poste sotto sequestro dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, poiché ricondotte ad Oscar Pecorelli, detto “o malommo”, esponente del clan camorristico Lo Russo. Notificati a 17 esponenti della famiglia malavitosa, operativa nel Napoletano, altrettanti ordini di custodia cautelare in carcere, per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico e spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale d’armi.

Le due società sequestrate nel Faentino, “Immobiliare R.G. srl” e “Global Service D&P srl”, e le due strutture ricettive, il residence “Polo della ceramica” e il ristorante “La Voglia Matta”, tutte ubicate in zona via Proventa dietro al Cinedream, erano amministrate dalla convivente di Oscar Pecorelli, ora in carcere, considerato il braccio destro di Antonio Lo Russo, 29enne, reggente del clan, sfuggito ieri mattina al blitz dei carabinieri.

Le articolate e complesse indagini (basate anche su intercettazioni e riscontri con pentiti), coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, sono lo sviluppo di quella conclusa nel 2007: sulla base delle investigazioni sono state disegnate alleanze e attività dei Lo Russo. Confederato all'”Alleanza di Secondigliano”, uscito vittorioso dagli scontri armati con il clan Stabile, avvenuti negli ultimi anni nei territori di Miano, Chiaiano, Piscinola, e Marianella, il gruppo camorristico dei “Capitoni”, avrebbe ottenuto una totale piena egemonia che si è estesa fino alla zona di Capodimonte: una vasta area dove il clan gestisce le famigerate “piazze di spaccio”, imponendo anche il racket.

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