La Bindi contestata in via D’Amelio. Fuori la politica dall’antimafia!!!

LE AGENDE ROSSE DI SALVATORE BORSELLINO, FRATELLO DI PAOLO, IERI IN VIA D’AMELIO HANNO VOLTATO LE SPALLE ALLA BINDI E L’HANNO ACCOLTA CON UN ELOQUENTE, TOMBALE SILENZIO…
Un gesto altamente significativo che aiuta a misurare la distanza infinita di questa classe politica dirigente dalla gente perbene.
La Bindi, che è una persona onesta ma pur sempre una espressione della classe politica che governa il Paese, è stata accolta dagli uomini e donne dell’associazione di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, con il silenzio e con le spalle.
Un gesto più eloquente di ogni parola e che manifesta tutto intero il sentimento di rabbia e di disprezzo dell’Italia antimafiosa nutrito nei confronti di quanti vengono ritenuti rappresentanti del “sistema”.
Potremmo dire, a questo punto, che i sentimenti non bastano per cambiare le cose di questo Paese perché servono soprattutto l’azione, la denuncia, nome e cognome.
Ma, per onestà intellettuale, dobbiamo aggiungere che questa nostra considerazione non è rivolta alle Agende Rosse di Salvatore Borsellino che di azione ne fanno abbastanza.
Vale, invece, per altri che pur si riempiono la bocca di parole come mafia ed antimafia, ma non vanno oltre.
A cominciare da moltissimi politici, ai quali non bisognerebbe nemmeno consentire di partecipare alle manifestazioni antimafia in quanto rappresentanti di un “sistema” che con l’antimafia non ha niente a che spartire.
Anzi!
Questo giudizio, ovviamente, non vuole toccare minimamente le persone e quella che è l’onestà personale di talune di queste, né vuole essere, per carità, per noi che abbiamo senso dello Stato (di quello vero, però, di diritto e non dello stato-mafia), un attacco alla “politica” in quanto tale.
Ma va detto con franchezza che la politica e lo stato che incontriamo sovente sui nostri percorsi non sono tali da meritare il rispetto e la stima di chi combatte contro le mafie che troppo spesso ormai vanno identificate proprio nei panni di politici ed uomini e donne delle istituzioni.
Ragioni di opportunità, se non altro, dovrebbero, di conseguenza, sconsigliare anche persone oneste come la Bindi che vestono panni politici, di andare, anche se invitate da qualcuno, a manifestazioni antimafia.
Altro discorso va fatto, per onestà intellettuale e completezza di informazione, per quelle persone, come ad esempio Claudio Fava, Sonia Alfano e qualche altro, che, pur essendo impegnate politicamente, si sono distinte sempre sul piano della lotta alle mafie dopo
che hanno visto i loro genitori morire, uccisi proprio dal piombo mafioso.

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