L’antimafia immaginaria e quella reale. Un tema interessante di ricerca e di indagine. Quanti soldi lo Stato spende per un’”antimafia” che non produce niente di concreto?”

L'”antimafia”, quando scade a livello di strumento di lotta partitica, diventa un’altra cosa, si snatura, tradisce le sue finalità perché è proprio nella politica e nelle istituzioni che si annida la mafia più pericolosa.
Si può essere animati dalle migliori intenzioni, si può essere onesti e lindi, ma è proprio il “sistema” che è marcio, mafioso ed irriformabile e, alla fine, esso finisce per neutralizzare e sconfiggere l’azione di coloro che si illudono di poterlo modificare dall’interno.
Noi abbiamo sempre rifiutato con determinazione l’asservimento agli interessi di questo o quel partito, rimettendoci e pagando prezzi altissimi in termini economici soprattutto, ma anche di tentativi di delegittimazione e di emarginazione subiti.
Ci abbiamo guadagnato tantissimo, invece, sul piano dell’immagine, del prestigio, della stima, del rispetto.
E dell’efficacia delle nostre azioni.
E della LIBERTA’, perché il profumo della libertà non ha prezzo!!!
La libertà da tutto e da tutti ci consente di fare una VERA ANTIMAFIA, di attaccare e denunciare TUTTI i mafiosi e corrotti, dovunque essi siano, sotto qualsiasi bandiera essi militino.
La VERA ANTIMAFIA, quella che si contrappone all'”antimafia” parolaia, che non potrà mai essere l’ANTIMAFIA DELLA DENUNCIA E DELL’INVESTIGAZIONE, qual’è la nostra, perché per primi vanno attaccati i santuari della mafia che sono ubicati proprio in alcuni gangli della politica e delle istituzioni.
Il discrimine è proprio qua:
l”antimafia” della retorica, delle commemorazioni, delle fiaccolate, delle pizzate, delle biciclettate, che, poi, ritroviamo sempre nelle manifestazioni elettorali, e l’antimafia dell’investigazione e della DENUNCIA;
l'”antimafia” dei salotti che viene a contatto con la mafia solamente attraverso i libri e la lettura delle relazioni e l’ANTIMAFIA di chi con i mafiosi si scontra tutti i giorni prendendosi anche le minacce di denunce e di morte; l'”antimafia” del GIORNO DOPO e quella del GIORNO PRIMA; l’antimafia” che diventa un mestiere, uno strumento per guadagnare e per scalate politiche e l’Antimafia reale, fatta da una ricerca continua, da un’osservazione giornaliera di quanto avviene intorno a te quotidianamente. E di segnalazioni quotidiane, di denuncia appunto.
Un’antimafia che ti porta anche a mettere quotidianamente le mani nelle proprie tasche per agire, per fare le visure camerali delle imprese mafiose, per segnalarle a chi di dovere, per girare, fare i manifesti, curare i siti e così via.
Due “antimafie”, diverse e spesso contrapposte.
Un giorno, prima o poi, dovremo dedicarci ad individuare ed analizzare le fonti di finanziamento pubblico dell'”antimafia” e l’uso fatto e che si fa delle montagne di soldi pubblici erogati a singole iniziative, Osservatori, Consulte, paraassociazioni, paraorganismi, “sportelli” ed altra roba del genere.
Ecco, questo è un tema di indagine interessante per la Magistratura penale e contabile e che i docenti bravi ed onesti dovrebbero, peraltro, assegnare agli studenti come tesi di laurea.
Un giorno, quando avremo un pò di tempo, lo faremo e siamo sicuri che le sorprese saranno tante perché scopriremo un altro aspetto, finora mai indagato, dell’Italia.

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