Itri, una situazione che scotta…

Itri è un paese, in provincia di Latina, con poche migliaia di persone, ma con un territorio, oltre che meraviglioso, anche vastissimo che si estende, da una parte verso, il mare di Gaeta e Sperlonga e, dall’altra, fino ai confini del frosinate.

Il suo territorio, inoltre, confina con quelli di Gaeta, Formia, Sperlonga e Fondi.

Una posizione, insomma, strategicamente importante per chi voglia eclissarsi o dedicarsi ai grandi affari senza dare eccessivamente nell’occhio.

In chi, come noi, ha seguito alcune vecchie vicende urbanistiche in quel comune, sono sorti molti sospetti di presenze ingombranti dopo i massicci investimenti immobiliari in quel vasto territorio che si snoda sulla direttrice Itri-Sperlonga.

E non solo.

Perché anche in località San Giacomo ed altre ancora abbiamo raccolto notizie che hanno attirato la nostra attenzione.

Un’attenzione che sarebbe stata auspicabile anche da parte degli apparati di polizia presenti sul territorio comunale e che francamente non ci è apparsa finora molto efficace, almeno stando ai risultati conseguiti.

Qualcuno ci ha anche parlato di pesanti interventi in qualche campagna elettorale amministrativa da parte di soggetti facenti parte di note famiglie casertane e di ciò ne abbiamo anche parlato nelle sedi competenti.

Non sappiamo se ciò risulti a chi localmente è preposto istituzionalmente a compiti di vigilanza, se sia stato accertato o meno ed opportunamente segnalato ai livelli superiori.

Quello che è certo, però, sempre che la notizia risulti fondata, è il fatto che certa gente proveniente da oltre il Garigliano e che risiede e vota nei comuni del sud pontino non fa niente senza chiedere nulla in cambio.

Più volte abbiamo evidenziato la necessità di promuovere un’approfondita mappatura delle residenze anagrafiche campane per individuare una per una le eventuali presenze sospette.

Come pure abbiamo sottolineato l’esigenza di promuovere uno screening di tutte le costruzioni realizzate particolarmente sul tratto Itri-Sperlonga e su quello Sperlonga-Itri, partendo da entrambi i versanti, ma anche altrove.

Ne parlammo anche con il Colonnello Rotondi, all’epoca in cui questi era a Latina ed, infatti, notammo che per un periodo ci un fu un impulso all’attività locale di vigilanza e di repressione in materia di lotta all’abusivismo edilizio.

Poi non abbiamo saputo e visto più niente.

Qualcuno potrebbe non cogliere l’importanza di certi fatti e certe situazioni, stante la consistenza anagrafica di un paese come Itri che non è fra i più popolosi in provincia di Latina.

Ciò sarebbe sbagliato perché è proprio questo uno degli elementi – insieme ad altri, quali, ad esempio, la insufficiente vigilanza da parte degli organismi dello Stato, la vastità del territorio, la possibilità di eclissarsi ecc. – che potrebbe indurre i camorristi a stabilire la loro dimora ed ad investire i propri capitali ad Itri.

Cosa che noi sospettiamo che sia avvenuto, nell’edilizia come in altri settori economici locali.

Tanto più che il paese, come abbiamo detto, si trova a ridosso di Gaeta e Formia da una parte e di Sperlonga e Fondi dall’altra – e del frosinate dall’altra ancora – un quadrilatero di fuoco dal punto di vista delle attività della camorra.

Noi abbiamo fatto quello che potevamo fare.

Ora sono le articolazioni dello Stato sul territorio che debbono fare quello che è necessario.

Se dobbiamo dirla tutta, non è emersa finora quella determinazione che è necessaria in situazioni del genere, ma questo è un discorso che riguarda un po’ tutta l’area pontina e non solo quella di Itri.

Noi ci saremmo in verità aspettati dai cittadini di Itri una collaborazione maggiore sul piano dell’informazione, una collaborazione che purtroppo ci è mancata.

Ciò ci ha costretto ad andarci a raccogliere, come Diogene, le notizie con il laternino, una per una.

E, ciò, francamente non fa onore ad un popolo che nella storia ha dimostrato di avere un alto senso civico e di capacità di indignarsi e ribellarsi di fronte ai soprusi ed alle violenze.

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