Istituite le ronde: Un atto di sfiducia verso le forze dell’ordine. Il Governo non dice che autori della maggior parte delle violenze sono gli italiani

Ronde e violenza, oltre la beffa il danno

Quasi il 61% delle violenze è esercitata dagli italiani (essa viene esercitata al 90% in famiglia), il resto da immigrati. Soltanto l’1% dei denunciati per violenza vengono realmente condannati. Le ronde sono per la destra l’unica risposta a portata di mano. La parola stessa, anche se il Governo sta facendo di tutto per nasconderlo, ha il sapore delle spedizioni punitive. Fortemente volute dalla Lega, si rischia la lottizzazione politica

La violenza contro le donne viene sempre di più legata alla sicurezza e all’immigrazione. C’è effettivamente una percezione di insicurezza che è molto alta. È un fenomeno ricorrente in momenti drammatici durante i quali vi è una attenzione speciale da parte dei media. Cerchiamo di analizzare i dati e di distinguere tra questioni che sono diverse.

I fatti accaduti durante le prime settimane del 2009 sono numerosi e gravi: si contano già una quindicina di casi di stupro, alcuni dei quali accaduti a Roma o nelle vicinanze, ma anche a Milano, a Bologna, in città del Sud e del Nord. Gli autori sono di nazionalità varia: italiani, tunisini, marocchini, romeni; fra le vittime donne giovani, giovanissime quattordicenni violentate davanti ai loro compagni, anch’essi maltrattati e costretti ad assistere alla violenza, in molti casi di gruppo. Ciò che colpisce è la ferocia, l’accanimento, il disprezzo: l’abbiamo fatto “per divertirci”, “per dispetto”, hanno dichiarato alcuni. È pura delinquenza animalesca.

Non si sa se i dati diffusi nei giorni scorsi siano attendibili: quasi il 61% delle violenze è esercitata dagli italiani, il resto da immigrati. Diamoli per buoni. I dati dicono anche che la maggiore densità di violenza è ad opera di romeni, la comunità più numerosa nel nostro Paese con un milione di persone. Il governo della Romania ha anche reso noto che il 40% dei ricercati con mandato di cattura internazionale di quel Paese si trova in Italia; si sa ancora che i cittadini rumeni espulsi nel 2008 sono solo 40 a fronte dei settemila espulsi dalla Francia.

È il segno che qualcosa non va nelle politiche del Governo sull’immigrazione, che fa un provvedimento al mese sulla sicurezza senza risolvere nessuno dei problemi veri: li rincorre e basta. Continuano ad arrivare barconi pieni di uomini e donne in cerca di un approdo e di un futuro, niente politiche efficaci di cooperazione, si continua a predicare la tolleranza zero con gravi rischi di xenofobia e razzismo.

Le ronde sono per la destra l’unica risposta a portata di mano; ma che risposta è? La parola stessa, anche se il Governo sta facendo di tutto per nasconderlo, ha il sapore delle spedizioni punitive. Fortemente volute dalla Lega, si rischia la lottizzazione politica. In realtà, esse creano più problemi di quanti ne risolvano apprendiamo, infatti, che non possono andare nei luoghi a rischio, che hanno comunque dei costi e che dovrebbero svolgere un lavoro di segnalazione di situazioni a rischio che può fare un qualunque cittadino. È facile che debordino dai limiti creando ulteriori problemi alle forze di polizia mentre si tagliano loro più di tre miliardi e mezzo di risorse. Insomma, sono fatte per incantare, per illudere.

Ma poi, quando parliamo di violenza contro le donne, possiamo dimenticarci che essa viene esercitata al 90% in famiglia, ad opera di italiani e di uomini di tutte le nazionalità? Possiamo trascurare di intervenire sulla prevenzione, con l’educazione, con l’informazione, con la certezza della pena e non solo con l’inasprimento delle sanzioni? Certezza della pena significa anche che si arriva alla fine del processo in tempi certi. È duro ammettere che soltanto l’1% dei denunciati per violenza vengono realmente condannati.

Lotta alla violenza significa inoltre investire sui Centri antiviolenza, sostenerli, visto che rappresentano l’unico presidio sul territorio, che mette a disposizione servizi di rifugio e di sostegno psicologico, legale ed economico. Noi del PD abbiamo una proposta su questo, mi auguro che il Governo la voglia prendere in considerazione e non pensare – come fa presuntuosamente la ministra Carfagna – di aver fatto tutto lei e che prima di lei c’era il nulla, il vuoto pneumatico della storia, perché non è serio. Anzi, è piuttosto ridicolo.

Vittoria Franco, Senatrice Pd

(tratto da www.aprileonline.info)

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