Invito ad iscriversi all’Associazione Caponnetto

Un’attività intensa, quella svolta dall’Associazione
Caponnetto nel corso dell’anno che abbiamo lasciato alle
spalle.
Sotto ogni punto di vista.
Non solo, come è nostro costume, per numero di convegni
– la cui qualità è andata sempre più aumentando di livello
per l’attualità dei temi trattati e per l’identità dei relatori
che sono stati tutti e solo magistrati
antimafia, rappresentanti delle forze dell’ordine, giornalisti
e scrittori d’inchiesta, persone specializzate nelle materie
trattate, gente che sta in trincea e non nelle retrovie -, ma
ancor più per l’impegno profuso sul piano di talune
ricerche delicate ed importanti su taluni territori dove
organizzazioni criminali e politica si intrecciano e si
sovrappongono in maniera esponenziale e particolarmente
pericolosa per la vita delle istituzioni.
Vero è che un lavoro del genere non può mai definirsi
terminato in quanto tali collegamenti – quelli fra mafia e
politica – sono come un cancro che, se non viene estirpato
alle radici e del tutto, si espande sempre.
Ed anche dopo che esso è stato estirpato del tutto c’è
sempre il rischio che si riproduca.
Comunque siamo soddisfatti perché il colpo che pensiamo di aver assestato è duro.
Avremmo voluto fare di più ma l’omertà della maggior parte delle persone ed ancor più la vuotaggine di coloro che pensano di fare antimafia con le chiacchiere non ce l’hanno consentito.
La maggior parte delle persone non colluse con le mafie non vogliono convincersi del fatto che fare un convegno trattando di temi generici e peraltro riferiti ad avvenimenti passati non paga più, produce zero, in quanto la situazione è così grave ed il tessuto sociale, politico ed istituzionale sono così infiltrati dai mafiosi che con il solo parlare di mafia e di antimafia non si fa a questi nemmeno il solletico.
Ormai i mafiosi stanno dovunque, nella società, fra i professionisti, nei consigli comunali, provinciali e regionali, in parlamento, nelle forze dell’ordine, fra gli stessi magistrati talvolta, negli uffici, fra gli imprenditori, nelle banche.
Dovunque.
Questo è il motivo per il quale noi abbiamo scelto la strada dell’indagine e della denuncia.
Bisogna aiutare le parti sane delle forze dell’ordine e della magistratura a combattere le mafie.
E’ necessario supportarle con notizie, indicazioni, suggerimenti di piste investigative.
Non è vero che tutto è corrotto ed inaffidabile.
Noi conosciamo magistrati e funzionari, ufficiali e sottufficiali delle varie forze dell’ordine che sono persone di specchiata onestà e sono animati da una gran voglia di fare.
Certamente bisogna stare attenti perché si possono trovare nelle caserme e nei tribunali il corrotto, il mafioso e la persona impreparata, ma proprio per evitare il rischio di imbattersi in gente del genere è necessaria l’Associazione che sa le cose, conosce le persone e le realtà, sa veicolare le notizie nelle direzioni giuste.
L’Associazione, quella seria, operativa, non politicizzata, non parolaia, che pensa SOLAMENTE a far la guerra alle mafie e non a far business, affari o a procurare voti a tizio o a caio.
Non si può servire Dio e, al contempo, mammona.
O si sta contro le mafie, ma non solo a parole, o si si sta con esse.
Ci rendiamo conto delle difficoltà di fare un lavoro così complesso e delicato perché non bisogna solamente individuare i mafiosi, ma anche, se non soprattutto, è necessario verificare se quella Procura funziona o meno, se quel Commissariato, quella Compagnia, quella Stazione lavorano come si deve o meno e denunciarne, all’occorrenza, le deficienze e indicare le soluzioni.
Non tutti sanno fare queste cose e non tutti vogliono farle, anche perché molti sono vittime di una campagna di disinformazione che punta ad accreditare la tesi che… “SOLAMENTE LE FORZE DELL’ORDINE DEBBONO FARE LE INDAGINI”.
L’Italia è piena di… “soloni dell’antimafia”, di gente che dice di fare antimafia ma che lo fa solamente per calcare un palcoscenico, per sete di protagonismo, per fare anche quattrini o procurare voti a qualcuno.
L’antimafia seria si fa, come dice Nicola Gratteri, SENZA SOLDI, disposti a rimetterci anche di persona e senza essere al servizio di alcun partito o di alcun esponente politici.
Prendere soldi, ricevere sovvenzioni, convenzioni o quant’altro dallo stato, significa non essere più liberi.
La direttrice che ci ha indicato il percorso sinora, dal lontano giorno in cui siamo nati, circa 15 anni fa.
La complessità e la delicatezza del nostro impegno ci obbligano a continue messe a punto del motore, a selezionare in maniera costante e rigorosa la classe dirigente dell’Associazione al fine di individuare le persone più volenterose, più brave, più disposte a non fare dell’antimafia un impegno residuale e marginale.
O comunque subalterno ad altre finalità.
Noi dobbiamo essere il nerbo del fronte antimafia, quello più tosto, la pattuglia che opera in prima linea e che sa colpire e vuole colpire il nemico.
Senza se e senza ma.
Non ci servono chiacchieroni, parolai, persone indecise e paurose, ma combattenti.
Con il nuovo tesseramento per l’anno 2014, che si chiuderà il 31 gennaio, offriamo la possibilità a tutte le persone coraggiose ed oneste di proporsi alla direzione dell’Associazione Caponnetto.
Noi non abbiamo e non vogliamo capi e capetti.
Da noi le medaglie vengono conquistate sul campo, lavorando e combattendo.
Questa è l’Associazione Caponnetto.
Chi vuole effettivamente combattere contro le mafie, si iscriva subito perché c’è lavoro per tutti.
ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
www. comitato-antimafia-lt. org
info@comitato-antimafia-lt. org

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