Investono e non sparano, gli affari dei casalesi nella Capitale, mentre il Prefetto di Roma parla di questa come della… città più sicura!

dati dell’Osservatorio sulla criminalità: le mafie continuano a radicarsi e riciclano in immobili ed esercizi commerciali. Investono e non sparano, non commettono omicidi, se non indispensabili per le loro strategie criminali. Evitano le azioni eclatanti. Lavorano come società finanziare che investono nei business pi redditizi. Mafia, casalesi e ‘ndrangheta, silenziose e instancabili, a Roma e nel Lazio continuano a rafforzare la loro presenza. Dal 1980 a oggi si calcola che siano cresciute dell’80 per cento».

Questo dato, con altri statisticamente inquietanti, è stato diffuso dall’Osservatorio sulla sicurezza e legalità della Regione diretto da Enzo Ciconte. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del documentario “Peccato capitale, le mafie nel Lazio negli ultimi 30 anni” curato da Valeria Scafetta con Bianca La Rocca, Edoardo Levantini e Giulio Vasaturo.

Il dvd, prodotto da Blueservice e realizzato dall’Osservatorio, verrà divulgato nelle scuole medie superiori dellaregione e segna la conclusione di cinque anni di lavoro dell’organismo presieduto da Ciconte. Il quale è, come sempre, laconicamente preciso nel definire la mappa della criminalità a Roma e nel Lazio. «La presenza delle mafie è radicata in settori importanti dell’economia. Comprano immobili ed esercizi commerciali, riciclano e investono. La ‘ndrangheta nel centro e i casalesi in periferia, oltre alle storiche famiglie della mala locale: questa è la mappa, contrassegnata da una pace funzionale agli affari. «Diffondere la legalità tra i giovani è fondamentale», dice Ciconte, «così come intervenire sui patrimoni e recidere il legame con la politica».

(Tratto da Rassegna Stampa Comune di Roma)

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