Intrecci tra politica, camorra e imprenditoria a Sant’Antimo: udienza preliminare per 35 persone

Intrecci tra politica, camorra e imprenditoria a Sant’Antimo: udienza preliminare per 35 persone

Di Antonio Mangione

17 Novembre 2021

Fissata al 14 gennaio 2022, davanti al Gup dott.ssa Nicoletta Campanaro presso l’aula bunker del tribunale di Napoli, l’udienza preliminare a carico di 35 persone coinvolte nel processo sugli intrecci tra camorra-politica ed imprenditoria a Sant’Antimo. Sono coloro che non hanno scelto l’abbreviato ma il dibattimento.

Si tratta di: Alessio Borzacchiello, Filippo Borzacchiello, Francesco Borzacchiello, Angela Brunaccini, Attanasio D’Aponte, Giuseppe Di Domenico, Francesco di Donato, Giovanna Monica Diomiajuto, Alfredo di Lorenzo, Antimo Di Lorenzo, Domenico Di Lorenzo, Francesco Di Lorenzo, Luigi Di Lorenzo, Maria Grazia Di Lorenzo, Vincenzo Di Lorenzo, Vincenzo Di Marino, Immacolata di Vicino, Giancarlo Flagiello, Gaetano Golino, Giuseppina Golino, Claudio Lamino, Rosa Maggio, Antonio Marciano, Sabatino Melodia, Teresa Pappadia, Carmine Petito, Damiano Petito, Francesco Petito, Antimo Puca, Nicola Puca, Geremia Ranucci, Vincenzo Tota, Pasquale Verde, Marta Verde.

Sono di Sant’Antimo, Napoli, Casandrino, Villaricca, Giugliano.

Nel collegio difensivo gli avvocati Roberto Saccomanno, Roberto Rapalo, Claudia Simeoli, Marcello Fattore, Antimo Giacco, Antonio Gravante, Giovanni Gravante, Marco Natale, Ferdinando Trasacco, Gerardo Mariano Rocco, Daniela Mariconda, Roberto Cuomo, Giuseppe Stellato, Stefano Montone, Luca Giordano, Giovanni Mensorio, Luigi Senese, Daniele Ionà, Felice Bianco, Pasquale Davide De Marco, Mario Angelino, Maria Guerra, Domenico Esposito, Anna Fiorillo, Giovanni Abbate, Raffaele Ciardiello, Vincenzo De Rosa, Giuseppe Borrelli, Anna Pedata, Antonio Verde, Maria Lampitella. 

I fatti

Accertato il condizionamento delle elezioni comunali svolte nel giugno 2017 nel Comune di Sant’Antimo (Napoli), sciolto il 20 marzo scorso per infiltrazioni mafiose. Anche questo è emerso dall’inchiesta che ha portato all’esecuzione, delle misure cautelari nei confronti di 59 persone, a vario titolo ritenute gravemente indiziate dei reati di associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale, tentato omicidio, porto e detenzione di armi da fuoco e di esplosivo, danneggiamento, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, minaccia, turbata liberta’ degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, favoreggiamento personale, rivelazione di segreti d’ufficio, tutti reati commessi al fine di agevolare le attivita’ dei clan camorristici Puca, Verde e Ranucci operanti nel Comune di Sant’Antimo e limitrofi.

Dalle indagini e’ emersa una “capillare campagna di voto di scambio” e una “incalzante opera di compravendita di preferenze” con una tariffa di 50 euro per ogni voto “a favore di candidati del centrodestra”. Alle elezioni del 2017 vinse il centrosinistra al ballottaggio, dopo un primo turno favorevole per il centrodestra. Il controllo del Comune di Sant’Antimo da parte della criminalita’ organizzata locale risulta proseguito anche dopo le elezioni, come documentato dallo sviluppo delle investigazioni. Infatti, a seguito della mancata affermazione elettorale, la strategia criminosa e’ stata finalizzata da un lato a far decadere quanto prima la maggioranza consiliare e dall’altro a mantenere, malgrado un’amministrazione di diverso schieramento politico, il controllo sull’ufficio tecnico del Comune.

Fonte:https://internapoli.it/intrecci-tra-politica-camorra-e-imprenditoria-a-santantimo/

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