Intervento integrale di Cesare Peretti, Presidente del Comitato Civico di Penitro, durante l’Assemblea pubblica svoltasi a Piazza Vittoria a Formia. Si parla di fotografie che egli avrebbe e che riguardano il traffico di rifiuti in quella discarica

Venerdì 08 novembre 2013
Piazza della Vittoria – Formia – Latina
Assemblea Pubblica Cittadina
Intervento di Cesare Peretti – Presidente Comitato Civico di Penitro (Formia – Latina)
“Ho proprio acquistato ieri sera uno svegliarino così i cinque minuti mi indicheranno il mio termine.
Sono Cesare Peretti e sono il Presidente del Comitato Civico di Penitro; la cittadina più bella del
comprensorio del Lazio comprendente Gaeta, Formia, Minturno e il resto di questo Golfo
meraviglioso contaminato sotto gli occhi dei politici, ma bendato ai nostri.
Hanno parlato le mamme, hanno parlato i giovani, adesso parla un vetusto. Vetusto perchè ho una
certa età; e mi hanno mandato qui anche perchè se vado fuori binari mi dicono tu non potresti
essere contaminato dalla legge. No. Non è questo che io sono qui. Io sono qui per proteggere, per
proteggere noi tutti, per proteggere noi tutti, nel senso che quello che è avvenuto, negli anni, nella
discarica di Penitro è stato, è stato e sarà un’informativa continua al nostro Comune, quello di
Formia.
Un’ informativa continua perchè è stato detto poc’anzi dal Porto di Gaeta etc. etc. , e noi siamo sulla
quella strada, dove l’imballaggio di materiali chimici, etc. , avviene proprio dentro il nostro
territorio, dentro il nostro territorio. Non facciamo che io sono di Santa Croce o di Palladio etc. etc.,
siamo tutti uguali, siamo tutti viventi in questa terra; i nostri bambini devono andare d’estate a farsi
il loro bagno, ma non possono, perchè una volta che si bagnano, vengono portati dal dermatologo.
Ci sono ancora chi va a pescare le cozze sugli scogli di formazione per la protezione delle nostre
spiagge, contaminati all’inverosimile; abbiamo la più grande sorgente di acqua per distribuire a tutte
le nostre comunità a centocinquanta metri di distanza.
E’ stato detto, poc’anzi, che la visita, la visita, dentro la cava, che c’era una pozzanghera. Questa
pozzanghera all’occhio umano non si può dire che siano le foglie della magnolia a voi alle spalle, è
un pochettino ancora un po’ più scura; più scura nel senso che tutti il lavaggio delle acque pluviali,
vanno immerse in questa pozzanghera e, da questa pozzanghera, liberamente, confluiscono dentro
le raccolte pluviali che poi li ritroveremo nelle nostre acque del Golfo. Sono acque di grande
contaminazione, sono acque che contaminano addirittura i nostri rubinetti, che Acqualatina ci dice
che siamo a posto, quando che ci sono delle rotture nella condutture generali, le acque, penetranti
nel sottosuolo, invadono la rottura e le ritroviamo nei nostri rubinetti.
Se qualsiasi di voi vuol visitare il luogo dove avviene l’incanalizzazione delle acque di
Capodacqua, vedrà che le fosse biologiche, che sono sottoterra, li le vedranno all’aperto, compreso,
compreso la cisterna che controlla l’immissione nelle acque per purificarle.
Hanno costruito, anni or sono, con migliaia e migliaia di euro, a spesa dei cittadini, un fontanile che
era di sette bellezze, però abbandonato; hanno costruito un canalone dove non ci puoi stare vicino
per le acque putride; avevamo un piccolo rubinetto di acqua dove i nostri bambini, andando a fare le
passeggiate, potevano abbeverarsi.
Oggi giorno, non esiste più. E’ un luogo contaminato, cioè: l’ha detto che poc’anzi, riferito a noi
tutti, di quello che sta accadendo, è la verità.
Noi siamo li, lo stiamo controllando.
Di notte, ci si alzava alle due e un quarto, con fotografie in mio possesso, e non verranno date a
nessuno, delle discariche di autotreni transitanti verso l’una e quarantacinque della mattina, perchè
ci telefonavano e mi telefonavano abitanti adiacenti alla discarica di questo traffico.
Si andava sul posto, si vedevano, si vedeva il tutto, la discarica di inerti, ma soprattutto la discarica
di inerti forse c’erano dei liquami immessi volontariamente dalla delinquenza organizzata, che non
ha scrupoli di nessuno, né di me, né dei bambini di tre mesi, né delle mamme, né dei nonni, né di
nessuno.
Il loro, la loro intenzione è di guadagnare il più, all’insaputa del cittadino onesto.
Questo è quello che abbiamo nel nostro comprensorio, speriamo che voi tutti comprendiate che ciò
che stiamo facendo non è terrorismo, è stato detto poc’anzi, non sono un politico.
In televisione mi espressi con una frase inventata: un anapolitico; non apolitico, ma anapolitico,
perchè nella lingua greca, ana significa diversamente, cioè accontentare il tutti.
Ora, invito voi, se avrete la possibilità, di raggiungere il quartiere o la frazione di Penitro, perchè,
questa sera, alle sette e trenta, com’è stato detto poc’anzi, avremo una riunione di rappresentanti di
loro stessi, no di noi tutti; e così potremmo discutere con loro il da fare.
Grazie a voi tutti”.

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