Interrogazione.la gravissima crisi idrica nel Basso Lazio

FRUSONE. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
la società Eni Acqua Campania gestisce l’acquedotto della Campania occidentale. Per far fronte ad una grave emergenza idrica della città di Napoli, nel 1993 stipulò una convenzione con il comune di Cassino, sito nella regione Lazio in provincia di Frosinone;
suddetto comune dispone di uno dei bacini idrici sotterranei più ricchi d’Europa, ossia le sorgenti del Gari;
secondo l’accordo iniziale, la società doveva captare, attraverso la costruzione di sei impianti, 2700 litri d’acqua al secondo a fronte di opere compensative commisurate, in quanto a valore economico, alle cifre dell’ammanco ufficiale di acqua;
nel 2005 la procura di Cassino inizia delle verifiche e attraverso dei sopralluoghi effettuati dalla polizia giudiziaria, sezione carabinieri, scopre che in realtà, la capacità di captazione per ciascuna pompa, poteva arrivare sino a 1500 litri al secondo, novemila litri al secondo complessivi;
da quanto si apprende da un articolo pubblicato su Il Messaggero del 22 ottobre 2005, «la Procura non ha avuto remore nell’aprire un fascicolo penale per furto aggravato. Secondo stime attendibili, dal 1993 ad oggi, invece dei tremila litri al secondo che la città di Cassino avrebbe dovuto fornire, secondo la convenzione, a Eni Acqua Campania, ne sarebbero stati incanalati in condotta più di settemila. Un gap di quattromila litri al secondo che, nell’arco dei dodici anni trascorsi, avrebbe provocato alla città ed alle casse del Comune un danno incalcolabile»;
da quanto riferito dalla regione Lazio a seguito di un accesso agli atti prot. 15239, la convenzione succitata non è in loro possesso facendo presente che «l’allora Ministero dei Lavori Pubblici, titolare del rilascio delle concessioni di grande derivazione, in attuazione del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 non ha trasferito alla regione Lazio alcuna documentazione riguardante la suddetta derivazione» –:
se i fatti elencati in premessa corrispondano al vero;
se il Ministro interrogato intenda rendere disponibile alla regione Lazio e possibilmente anche al comune di Cassino, la convenzione stipulata e tutta la documentazione riguardante la suddetta derivazione, al fine anche di garantire la massima trasparenza su una questione su cui gli stessi cittadini di Cassino, vorrebbero chiarezza. (5-04722)

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