Interrogazione dell’On.Iannuzzi sul caso di Luigi Gallo,l’imprenditore casertano che ha denunciato Cosentino e Zagaria.Nel processo instaurato a Santa Maria Capua Vetere a seguito delle sue denunce l’Associazione Caponnetto si é costituita come parte offesa.La stessa Associazione Caponnetto,poi,ha anche interessato la DDA di Napoli per far valutare se il comportamento dell’ANAS nei confronti di Luigi Gallo sia corretto o meno.

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14124

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 670 del 12/09/2016
Firmatari
Primo firmatario: IANNUZZI CRISTIAN 
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 12/09/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL’INTERNO
  • MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
  • MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 12/09/2016
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14124

presentato da

IANNUZZI Cristian

testo di

Lunedì 12 settembre 2016, seduta n. 670

  CRISTIAN IANNUZZI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
nel 2001 l’imprenditore Luigi Gallo avviava l’iter burocratico per ottenere le licenze autorizzative per aprire un distributore di benzina lungo l’asse mediano Nola-Villa. Literno, su un terreno di proprietà della moglie;
l’iniziativa dell’imprenditore destava le attenzioni della malavita organizzata locale, le cui minacce e intimidazioni non consentivano al Gallo di completare i lavori, proprio mentre a poca distanza veniva aperto un distributore considerato vicino ai clan;
Gallo non si rassegnava e decideva di denunciare le intimidazioni ricevute. Sulla base delle sue denunce, la direzione distrettuale antimafia di Napoli arrestava Nicola Cosentino, accusato di essere il referente nazionale del clan dei Casalesi, e i suoi fratelli Antonio e Giovanni;
per i pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia Gallo era stato vittima di un piano ordito dai Cosentino per impedire l’apertura del suo distributore di benzina. Sempre nell’ambito dell’inchiesta partita dalle denunce di Gallo venivano successivamente processati e condannati Antonio e Pasquale Zagaria, fratelli del boss Michele;
nel 2015 lo Stato italiano riconosceva i meriti di Luigi Gallo, inserendolo tra le vittime di criminalità organizzata, ritenendolo possibile beneficiario di risorse di cui al fondo antiracket del Viminale ed assegnandogli 326 mila euro per danno emergente e 129 per il mancato guadagno, somme che avrebbe dovuto spendere entro 12 mesi, come prevede la normativa del settore, per riaprire l’attività;
Gallo si attivava subito per riaprire l’impianto, attraverso la riattivazione delle necessarie autorizzazioni. Tutte le richieste avevano buon esito, ad eccezione di quella rivolta all’Anas, cui dal 2003 l’imprenditore aveva, chiesto di sospendere il contratto al fine di non dover pagare i 30.000 euro annui di canone durante il lunghissimo periodo in cui l’impianto era rimasto forzatamente chiuso;
il gestore delle rete autostradale non rilasciava il nullaosta, considerando decaduta la vecchia concessione e non più a norma l’impianto, dopo le nuove regole sulla sicurezza degli accessi stradali ai distributori;
all’imprenditore non restava che presentare ricorso al Tar della Campania al fine di ottenere la rimozione del provvedimento negativo del gestore della rete autostradale; nel frattempo, le risorse di cui al fondo antiracket del Ministero dell’interno venivano revocate all’imprenditore, essendo scaduti i 12 mesi per il suo l’utilizzo;
la revoca della somma erogata, anche se conforme alla disciplina legislativa, ha determinato di fatto una profonda ingiustizia nei confronti di un soggetto che non ha potuto utilizzare la somma erogata, non per sua responsabilità ma per circostanze esterne alla sua volontà;
a parere dell’interrogante è evidente la necessità di rimediare a tale palese ingiustizia: a tal fine è necessario da una parte che il Ministro dell’interno proroghi il termine entro il quale il signor Gallo possa utilizzare la somma erogata dal fondo antiracket;
per altro verso, si impone la necessità che il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nelle loro rispettive qualità di soggetto proprietario e autorità vigilante della società Anas, adottino, gli opportuni provvedimenti per consentire il rilascio all’imprenditore delle autorizzazioni necessarie all’apertura del distributore di benzina –:
quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire al signor Gallo la possibilità di utilizzare le somme erogate dal fondo antiracket per la realizzazione del suo progetto imprenditoriale ostacolato prima dalla delinquenza organizzata e successivamente da un cortocircuito burocratico. (4-14124)

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