Ingroia: ”Nel processo Maniaci capovolti ruoli e funzioni. Va assolto”

Ingroia: ”Nel processo Maniaci capovolti ruoli e funzioni. Va assolto”

Aaron Pettinari e Jamil El Sadi 09 Febbraio 2021

Oggi l’arringa difensiva nel processo contro l’ex direttore di Telejato

Con il processo Maniaci, in questi anni di gogna mediatica, c’è stato un “paradossale capovolgimento dei ruoli operato dalla Procura che ha capovolto ruoli e funzioni”. La lettura della vicenda, da parte della Procura, in maniera “distorta” in “un’operazione per salvare il soldato Saguto”. Sono questi alcuni passaggi dell’arringa difensiva dell’avvocato ed ex pm Antonio Ingroia, legale di Pino Maniaci assieme a Bartolomeo Parrino. Un’arringa al cui termine ha chiesto al giudice monocratico, Mauro Terranova, l’assoluzione per l’ex direttore di Telejato, accusato di estorsione e diffamazione dopo una retata che ha visto andare in carcere alcuni mafiosi locali, perché “il fatto non sussiste”.
Secondo l’accusa l’estorsione sarebbe stata commessa, per un importo di 366 euro, nei confronti dell’allora sindaco di Borgetto,
 Gioacchino De Luca, e di Salvatore Lo Biundo, allora sindaco di Partinico. A Maniaci viene contestato anche di aver imposto a un assessore di Borgetto l’acquisto di duemila magliette con il logo della sua emittente. La diffamazione, invece, avrebbe avuto come vittima il giornalista Michele Giuliano, Nunzio Quatrosi e il pittore Gaetano Porcasi.
Lo scorso dicembre il pm Amelia Luise, durante la sua requisitoria, ha chiesto al giudice Mauro Terranova una pena di 11 anni e 6 mesi e un’ammenda di 5 mila euro. Uno sproposito se si considera che nel corso del processo addirittura alcuni degli accusatori hanno dichiarato in maniera chiara di non aver mai subito minacce o estorsioni.
Nella sua arringa Ingroia ha evidenziato e puntato il dito in maniera chiara contro il sistema che ha voluto delegittimare Maniaci.
Perché secondo l’ex pm anche sul piano “teorico”, deve in ogni caso
 “definirsi astrattamente inconfigurabile l’estorsione per come ricostruita dall’accusa”. Perché “è infatti assente l’indefettibile elemento del danno patrimoniale patito dalla presunta persona offesa. Non solo dunque l’assenza della coazione (provata dal fatto che il sindaco ha pagato la pubblicità fin quando ciò è stato nel suo interesse, dicendo chiaramente a Maniaci che era sua intenzione recedere dal loro accordo verbale). Non solo. Il profitto non può definirsi ingiusto (trattandosi di mera corresponsione rispetto allo spazio pubblicitario acquistato). Ma resta comunque il fatto che il sindaco non ha patito alcun danno patrimoniale”.
“La procura – ha detto Ingroia – ha letto in modo capovolto questa vicenda. Pino Maniaci ha resistito alla corruzione: andava per la sua strada e si è cercato di punirlo. Ma perché questo interesse? Ci sono ragioni che vanno oltre questo processo”.

Salvate il soldato Saguto
E poi ha aggiunto: 
“Le vere ragioni di questa persecuzione giudiziaria di cui è stato vittima sono altre. La deposizione dei carabinieri Genco e Tummina all’udienza del 25 febbraio 2020 ha dimostrato che la dottoressa Saguto venne più volte presso la caserma dei carabinieri di Partinico che stava indagando su Pino Maniaci. Che veniva a fare la Saguto a Partinico durante le indagini Maniaci? Le intercettazioni a Caltanissetta registrano l’interesse e le sollecitazioni della Saguto perché le indagini della procura di Palermo su Maniaci si accelerino ed arrivino in fretta a destinazione. Bisognava colpire Pino Maniaci per delegittimare le sue inchieste sul Sistema Saguto. Salvare il soldato Saguto, il soldato del Sistema”.Il video manipolato
Ingroia, nel suo intervento, si è anche concentrato sul video che è stato diffuso nel momento dell’arresto in cui, secondo quanto emerso dalla testimonianza del consulente tecnico di parte Di Gesù, vi sarebbero state delle “manipolazioni”.
Il perché di questa “manipolazione degli atti di indagine” fu fatta “per costruire un video fabbricato per la condanna mediatica di Pino Maniaci. Un video diffuso, da mano rimasta ignota per mancanza di volontà degli uffici giudiziari competenti, un video fasullo per colpire Maniaci sui media prima ancora che giudiziariamente. Perché serviva una immediata condanna mediatica. Serviva subito denigrare Pino Maniaci come bugiardo, ipocrita, inaffidabile”.
Il video incriminato è quello in cui si vede Maniaci mentre si fa consegnare del denaro dall’ex sindaco De Luca. Qui sarebbe stato fatto scomparire dalle scene una terza persona che, proprio in quegli istanti, era presente all’interno della stanza.
Pino Maniaci si è sempre difeso dichiarando che quello era il pagamento di una pubblicità fatta al negozio della moglie di De Luca sull’emittente televisiva Telejato. Mentre Lo Biundo, come ha ricordato oggi in aula l’avvocato Parrino, “ha smentito che Maniaci gli avrebbe chiesto soldi. Di fronte alle sue affermazioni il pubblico ministero avrebbe dovuto fermarsi. La verità è che nel processo non c’è un’idea di prova, non ci sono riscontri neanche minimi al contenuto delle intercettazioni che vanno sempre riscontrate”.
“Se dovessimo sintetizzare questo processo ed il reato di cui Pino Maniaci è stato accusato – ha concluso Ingroia – alla luce di questa lunga istruttoria dibattimentale, dovremmo dire e diremo che ci troviamo in presenza di un Reato I. Improcedibile perché questo era, fin dall’inizio, un reato improcedibile. Impossibile perché questo è un Reato Impossibile. Inconcepibile perché è anche un Reato Inconcepibile (dal punto di vista della sua coerenza logico-sistematica). Incoerente, un reato Incoerente. Insostenibile perché è un Reato Insostenibile (dal punto di vista della sostenibilità probatoria). Inafferrabile ed Impalpabile perché tale è il disvalore penale che si intende attribuire alla condotta contestata a PM, perfettamente lecita e legittima, invece. Inesistente perché è un Reato Inesistente ed è Inesistente perché è un Reato Insussistente. In conclusione l’ultima I.: Inconsistenza degli argomenti del pm, preoccupante, spaventosa Inconsistenza. E dico spaventosa perché fa paura che con questa inconsistenza di elementi di prova in Italia si possa essere processati e condannati mediaticamente, e si possa impunemente macchiare la vita, l’onore e la figura di uomini onesti e giornalisti coraggiosi come Pino Maniaci.
Il processo è stato dunque rinviato al prossimo 8 aprile quando, dopo le controrepliche, verrà emessa la sentenza.

Fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/306-giustizia/82153-ingroia-nel-processo-maniaci-capovolti-ruoli-e-funzioni-va-assolto.html

 

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