Infiltrazioni mafiose nei Comuni, l’Antimafia: «Dove ci sono i clan sparisce la trasparenza»

Infiltrazioni mafiose nei Comuni, l’Antimafia: «Dove ci sono i clan sparisce la trasparenza»

Ciro Formisano

Se in Comune c’è la camorra sparisce la trasparenza. E anche la lotta alla corruzione diventa soltanto un pallido miraggio. Sono i dati principali emersi dalla relazione recentemente approvata dalla commissione parlamentare antimafia, presieduta da Nicola Morra. Secondo il dossier, riferito all’analisi dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nel 2020, in quasi tutte le realtà oggetto di indagine sono venute fuori gravi carenze sia sotto il profilo della trasparenza nella gestione di atti e procedure pubbliche sia per quanto riguarda la lotta alla corruzione. A cominciare dagli inadempimenti al piano triennale per la lotta alle mazzette per finire con la mancata pubblicazione, sul sito ufficiale degli enti locali, degli atti da inserire nella sezione “Amministrazione trasparente”. «L’approfondimento compiuto – si legge nella relazione della commissione parlamentare Antimafia – ha evidenziato innanzitutto che le molteplici previsioni normative e le misure apprestate dall’ordinamento per prevenire i fenomeni corruttivi, e prime fra queste quelle volte ad assicurare la trasparenza dell’azione amministrativa, sono ampiamente trascurate se non addirittura obliterate, non soltanto prima dello scioglimento ma anche successivamente nel corso del periodo di gestione straordinaria». Gravi accuse specie in riferimento al fatto che la criminalità – sostiene la commissione – ormai agisce attraverso una «sistematica infiltrazione degli apparati pubblici». E quelle misure, pensate come schermo contro le infiltrazioni, rappresentano uno dei pochi argini posti per impedire l’ingresso dei boss negli affari pubblici. Per la commissione parlamentare Antimafia «la mancanza di attenzione alla trasparenza e alla prevenzione dei fenomeni corruttivi non è accettabile in quelle realtà amministrative la cui pregressa attività è stata inquinata e condizionata e che si cerca di ricondurre alla legalità attraverso l’azione delle gestioni commissariali». Tra le proposte della commissione l’adesione dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose all’anagrafe nazionale della popolazione residente. Un modo, secondo i parlamentari, per impedire che i clan condizionino il voto. Al vaglio anche l’ipotesi, rilanciata dall’Anac, di creare un portale unico sulla trasparenza. D’altronde quella delle infiltrazioni mafiose negli enti pubblici è diventata un’emergenza sempre più importante. Dal 1991 al 2021 sono stati sciolti 364 enti, tra cui 357 Comuni e 7 aziende sanitarie. La Campania è la seconda regione con il maggior numero di scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Sul territorio regionale è stato registrato il 30% degli episodi di scioglimento a livello nazionale. Va peggio soltanto in Sicilia dove si arriva al 35%.

fonte:https://www.metropolisweb.it/2022/05/01/infiltrazioni-mafiose-nei-comuni-lantimafia-ci-clan-sparisce-la-trasparenza/

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