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Indagato per truffa in relazione a contributi all’editoria il Sen. Ciarrapico

Secondo la Guardia di Finanza Ciarrapico, oggi senatore della Repubblica, ha pesantemente evaso il fisco.

Indagato il senatore Ciarrapico. «Truffa sui contributi per l’editoria»

Insieme al senatore sono indagate altre 5 persone fra le quali il figlio. Sequestrati dalla Finanza beni per 20 milioni di euro

ROMA (4 maggio) – Il senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, il figlio Tullio ed altre cinque persone, per lo più prestanomi, sono indagati dalla procura di Roma per truffa in relazione a contribuiti all’editoria percepiti illecitamente dalle società editoriali che fanno capo al parlamentare. Contemporaneamente la guardia di finanza ha sequestrato beni per circa 20 milioni di euro tra immobili, quote societarie ed una imbarcazione di lusso.

I fatti contestati dal pm Simona Marazza fanno riferimento – è detto in un comunicato diffuso dalla procura – al periodo che va dal 2002 al 2007 e «per analoghi tentativi susseguitisi fino all’anno in corso, in danno dello Stato- presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, da parte delle società editrici Nuova Editoriale Oggi Srl ed Editoriale Ciociaria Oggi Srl». La Guardia di finanza di Roma, Nucleo speciale polizia valutaria, «ha eseguito oggi a Roma, Milano e altrove, decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di importo equivalente al danno, su immobili, quote societarie, conti correnti e imbarcazione di lusso.

Il sequestro ha riguardato beni riconducibili, attraverso intestazioni ritenute fittizie, al soggetto rilevato come effettivo proprietario delle società editrici». Gli indagati rispondono del reato di truffa per gli anni che vanno dal 2002 al 2007 e di tentata truffa per il periodo 2008-2010. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti le società editoriali effettuavano richieste di finanziamenti in modo non conforme alla legge sull’editoria del 1990. Il sequestro non comprometterà la funzione operativa delle società interessate dal provvedimento dell’autorità giudiziaria. L’indagine è partita da una iniziativa delle fiamme gialle finalizzata alla verifica sui contributi per l’editoria

(Tratto da Il Messaggero)