Incredibile .Dove c’é mafia ci sono barbarie ed inciviltà

Castello di Cisterna, una delle aste porta telecamere depredate da ignoti 

A Castello di Cisterna (Na) divelti e rimossi nella notte 11 apparecchi fatti installare dal ministro Alfano dopo la morte di Anatolij Korol.          

E’ un colpo allo stomaco dello Stato: sono sparite le telecamere fatte installare un mese fa, e a tempo di record, dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Attrezzature che erano state montate dopo la tragica vicenda in cui perse la vita Anatolij Korol, l’immigrato eroe ucciso in un supermercato della cittadina la sera del 29 agosto, mentre tentava di sventare una rapina. Intanto si sono come volatilizzate ben undici telecamere che erano state piazzate proprio lì, nel rione della ricostruzione, a pochi passi dal supermercato in cui si è consumata quella tragedia, davanti alla storica piazza dello spaccio, nei luoghi in cui abitavano gli assassini di Anatolij, i fratellastri Gianluca Ianuale, 21 anni,figlio del boss Vincenzo, e Marco Di Lorenzo, di 32 anni. L’azione che ha portato alla sparizione delle telecamere è stata di quelle pianificate, almeno secondo quanto riferito dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, la cui caserma si trova a poche centinaia di metri dalla zona dello sfregio. Le telecamere sparite erano piazzate su tre pali, a otto metri di altezza. Due pali si trovano tra il rione della ricostruzione e la Cisternina, case un tempo del comune di Napoli e poi trasferite al comune di Castello di Cisterna. Alloggi intonacati d’azzurro e occupati da famiglie di senzatetto storici: è il rione bunker in cui vivevano Ianuale e Di Lorenzo e dove sono stati arrestati altri due componenti della banda che ha rapinato il vicinissimo supermercato Piccolo, dove ha trovato la morte Anatolij. Intanto la polizia municipale, che ha effettuato i primi rilievi sul posto, ipotizza che per asportare le telecamere siano stati utilizzati una scala, un martello e, probabilmente, anche un piccone. La scala non è stata trovata. Il martello è stato invece rinvenuto sotto uno dei pali depredati. Il piccone invece è stato trovato vicino a un cassonetto dell’immondizia. I criminali hanno agito nella notte tra lunedi e martedi scorsi. Per fare tutto quello che hanno fatto devono aver impiegato un bel po’ di tempo. Le telecamere infatti erano piazzate parecchio in alto, su pali distanti tra loro decine e decine di metri. Il mattino seguente il sindaco, Clemente Sorrentino, è stato informato della vicenda da alcuni operai del comune. Sul posto i poliziotti municipali hanno trovato, oltre che gli attrezzi forse usati per staccare le telecamere, diversi frammenti di plastica e metallo. Tutto il materiale è stato consegnato ai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone. A ogni modo per fortuna restano ancora attive nel territorio altre telecamere fatte installare dal ministro Alfano. Sono collegate a una centrale che si trova nel comando di polizia municipale di Castello di Cisterna e alla caserma dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, storicamente  conosciuta come il “gruppo Napoli 2”. C’è grande amarezza. Per dare il via al nuovo, capillare, sistema di video sorveglianza il ministro Alfano aveva messo subito in campo 200mila euro.

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