Inchiesta rifiuti & camorra a Giugliano, i NOMI dei 14 indagati: c’è anche il boss Giuliano Amicone

Inchiesta rifiuti & camorra a Giugliano, i NOMI dei 14 indagati: c’è anche il boss Giuliano Amicone

Di Antonio Mangione

27 dicembre 2018

Ex consiglieri e amministratori indagati a Giugliano. L’inchiesta che fa tremare, per l’ennesima volta il Comune, coinvolge anche esponenti del clan Mallardo, che avrebbero imposto una tangente sull’affidamento del servizio di Nu. I fatti si riferiscono all’ex Amministrazione di centrodestra, poi sciolta per infiltrazioni della camorra. Nello specifico i magistrati hanno messo nel mirino l’affidamento dell’appalto dei rifiuti alla società Senesi avvenuto nel 2011. Quell’appalto – da 15 mln di euro a base d’asta all’anno – secondo i magistrati -sarebbe stato assegnato in modo irregolare. Nello specifico Avitabile, Baldi, Briganti, Conte, De Stefano, Pizzuti, Ciccarelli Gianfranco e Guarino Andrea “avrebbero turbato la procedura di aggiudicazione dell’appalto relativo alla fornitura dei servizi integrati di igiene urbana da giugno 2011 a luglio 2013 relativi al territorio del Comune di Giugliano”. In particolare la Senesi avrebbe presentato “la domanda 10 minuti dopo la scadenza del bando fissata per il 9 maggio del 2011 ed in una busta aperta il che avrebbe dovuto essere esclusa ma la commissione non diede seguito al fatto ma decise di formulare un nuovo invito che conteneva una drastica riduzione del fatturato richiesto alle società interessate consentendo l’aggiudicazione alla Senesi, il cui fatturato superava di poco i due valori richiesti nel secondo invito”.

I NOMI DEGLI INDAGATI e L’ORIGINE DELL’INCHIESTA

Sono in totale 14 le persone finite sotto inchiesta, quasi tutti rispondono anche dell’articolo 7 ovvero il favoreggiamento al clan Mallardo. Solo Luigi Russo, ex consigliere comunale, è accusato solo di concussione senza favoreggiamento al clan Mallardo. Secondo i magistrati “abusando del suo ruolo di consigliere avrebbe garantito alla Senesi l’effettivo pagamento di tutte le spettanze, pur in presenza di gravi inadempienze, inducendo Briganti a corrispondergli la somma mensile di 40mila euro che poi lui avrebbe diviso con altri esponenti politici”.

I fatti si riferiscono al 2011, dopo 8 lunghi anni di indagine la procura è arrivata ad un punto di svolta. Oltre 1300 le pagine il faldone dell’inchiesta a cui hanno contribuito ben 3 pentiti del clan Mallardo.

Ora, tra un paio di mesi, dovrà essere fissata l’udienza preliminare durante la quale si deciderà se rinviarli a giudizio o meno.

I NOMI

Rodolfo Briganti (in qualità dell’amministratore della Senesi Spa)

Giuliano Amicone (esponente clan Mallardo)

Lara Avitabile (in qualità di membro e testimone della commissione di gara)

Antonio Baldi (in qualità di ex dirigente del settore polizia municipale e servizi ambientali del comune di Giugliano)

Gianfranco Ciccarelli detto ‘Giacchetella’ (in qualità di amministratore della A&T Srl subbappaltante della Senesi)

Giuseppe Ciccarelli (esponente del clan Mallardo detenuto a Bologna)

Giacomo Conte (in qualità di consulente di Briganti con funzione di cooamministratore della società Senesi)

Giuseppe De Stefano (in qualità di membro e testimone della commissione di gara e funzionario del servizio ambiente del comune di Giugliano e responsabile unico del procedimento)

Andrea Guarino (in qualità di amministratore della Gesag subbappaltante della Senesi)

Francesco Guarino

Giulio Pezzella (ex consigliere comunale con delega all’ambiente)

Gaetano Pizzuti (in qualità di presidente della commissione di gara)

Ciro Poziello (in qualità di ispettore del servizio ecologia)

Luigi Russo (ex consigliere comunale)

IL RUOLO DEL CLAN MALLARDO

Nell’inchiesta erano indagati anche Feliciano Mallardo (boss defunto) e il pentito Giuliano Pirozzi (già giudicato separatamente). Il clan Mallardo, attraverso Amicone e Ciccarelli, avrebbero minacciato “alcuni imprenditori dei rifiuti a sottoporsi al pagamento a titolo estorsivo del 5% del valore complessivo di gara di 44 mln di euro, denaro che poi confluiva nelle casse del clan”.

 

fonte:interNAPOLI.it

 

 

 

 

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