Inchiesta al Comune di Frosinone

La Procura di Frosinone ha chiesto e ottenuto il ”blocco” di beni mobili e immobili nell’ambito dell’inchiesta, aperta qualche tempo fa, incentrata sui lavori di riparazione commissionati dal Comune del capoluogo ed effettuati su alcuni immobili pubblici. Guardia di Finanza e carabinieri, infatti, che stanno conducendo complesse indagini, hanno sottoposto a sequestro preventivo automobili, una barca ormeggiata sul litorale pontino, almeno un appartamento e conti correnti bancari, beni intestati ai due dipendenti comunali del settore Manutenzione finiti sul registro degli indagati con ipotesi di reato di concussione. Uno dei due, però, nel frattempo è andato è in pensione. Il sequestro, richiesto dal Pm titolare del fascicolo d’indagine e disposto dal Gip, è stato eseguito dalle fiamme gialle e dai militari della Compagnia di Frosinone.
L’inchiesta, scattata per presunte irregolarità sulla gestione di alcuni lavori pubblici riguardanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ha subìto così un’accelerata. D’altronde finanzieri e carabinieri da tempo stanno esaminando la mole di documentazione già acquisita, anche negli uffici comunali di via Armando Fabi, sede del settore della Manutenzione del Comune. Faldoni relativi a diverse gare d’appalto, ma anche fatture e mandati di pagamento emessi dall’ente per saldare il costo di interventi di sistemazione eseguiti da alcune ditte. Materiale esaminato con cura, anche attraverso riscontri incrociati. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori sono finiti soprattutto alcuni lavori effettuati al cimitero cittadino, ma le verifiche sono state estese anche ad altri realizzati al Palazzo di Giustizia e in alcune scuole del capoluogo, la cui manutenzione è affidata al Comune. Gli accertamenti degli inquirenti riguarderebbero opere commissionate a quanto pare a partire dal 2004. Nell’ambito della stessa inchiesta, che ruota su presunte tangenti, sono state già eseguite perquisizioni, anche su una barca e in un appartamento in provincia di Latina, oltre che nella sede del Comune e a casa degli indagati. L’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su alcune imprese, meno di una decina. Nel frattempo, sono state ascoltate alcune persone. L’attività investigativa sarebbe scattata a seguito di una denuncia presentata qualche tempo fa ai carabinieri: da lì sono state avviate verifiche e tutta una serie di accertamenti, anche di tipo patrimoniale, condotti dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria diretti dal capitano Giovanni De Luca.
Stefano De Angelis

(Tratto da Il Messaggero)

Archivi