Inchiesta al Comune di Cassino

Sono all’incirca cinque i milioni di euro che rischiano di dover mettere nelle casse comunali il sindaco Bruno Scittarelli, tutti i componenti della giunta che hanno sottoscritto la delibera all’epoca, il segretario generale Michele Fragnoli, il responsabile dei servizi finanziari Nino Rossi e la banca tesoriera. E’ quanto chiede, perlomeno, la Procura generale della Corte dei Conti in merito al termine dell’inchiesta aperta per il danno finanziario provocato dalla sottoscrizione dei cosiddetti contratti “swap” con la banca americana “Bear Stearns”. Si tratta, in sostanza, dei famosissimi derivati, che secondo le prime intenzioni dei vertici di piazza De Gasperi, sarebbero dovuti servire a ripianare in parte la disastrosa situazione debitoria in cui si trovavano le finanze del Comune di Cassino, ma che ha quanto pare a creato solo nuovi problemi.
Una tegola pesantissima quella che è caduta sul Palazzo Municipale e sui suoi amministratori. La Procura generale della Corte dei Conti del Lazio, a seguito di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Rosa Francaviglia, ha chiuso una serie di indagini e, proprio sui derivati riguardanti il Comune, ha ravvisato un ingente danno all’Erario per circa cinque milioni, euro più euro meno. «Chi ha favorito gli “swap” verrà investito sicuramente da un provvedimento di addebito del danno», ha spiegato il capitano Giovanni De Luca, comandante del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Frosinone. L’ufficiale della Gdf, assieme ad un pool di tecnici ed esperti in materia, ha condotto l’indagine sui derivati di Piazza De Gasperi, sequestrando nei mesi scorsi faldoni di documenti e interrogando più volte il primo cittadino e le altre persone che hanno partecipato all’operazione finanziaria poco redditizia finita sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti.
«Gli atti a questo punto parlano chiaro, al Comune hanno barattato un tasso certo con un tasso aleatorio. A quanto ammontavano gli indici dei mutui passivi – ha sottolineato l’ufficiale delle fiamme gialle – gli amministratori di Cassino lo sapevano con assoluta certezza. Hanno giocato su questa speculazione ma gli è andata male».
Tutti i soggetti chiamati in causa rischiano di rispondere di mancata responsabilità patrimoniale ed amministrativa per il danno cagionato alle casse municipali. Ma non solo il Comune di Cassino è caduto nel “tranello”, sono molti gli enti locali che hanno tentato la carta degli “swap” per cercare di risollevare la situazione debitoria. Anche la Regione Lazio ci stava per rimettere un occhio della testa, stipulando contratti di derivati con un’altra banca americana, la “Lehman Brothers”. Trentatre i milioni di euro che la Pisana, fortunatamente, è riuscita a recuperare da un istituto subentrante dopo che la banca in questione dichiarò il fallimento. E’ andata meglio all’Amministrazione provinciale di Frosinone, che con swap e derivati ha portato in cassa all’incirca due milioni di euro. Ma queste restano comunque operazioni rischiosissime. Un esempio calzante, ma soprattutto comprensibile a chi ignora queste materie, lo ha fornito lo stesso capitano De Luca. «E’ come se io giocassi, prelevando i soldi dalle casse del Comune, al Superenalotto: nessuno mi garantisce la certezza matematica di vincere il superpremio».
Luciano De Leo

(Tratto da Il Messaggero)

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